Prezzo benzina, previsti altri aumenti

Il prezzo di 1,80 € ha generato scioperi e malumori ma i rincari non si fermano qui, a fine febbraio la benzina potrebbe superare la somma di 1,90 € al litro con un ulteriore aumento del 25% previsto anche per il dieasel. La pazienza e le tasche degli italiani saranno messe ancora più a dura prova perché i rincari si rifletteranno anche sui beni di prima necessità come gli alimentari freschi o l’elettricità.

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Ad oggi, in alcune regioni del Centro Italia la benzina sta toccando la soglia di 1,87 euro al litro, il diesel continua a tenere un profilo più basso rispetto al verde ma gli aumenti lo hanno portato a un prezzo di 1,77 euro al litro. Secondo una stima effettuata dai colleghi di Altroconsumo, esaminando una coppia di coniugi che vive in città e si appresta a fare il classico tragitto casa-ufficio, la coppia spenderà per il carburante, in media 100 euro in più al mese di quanto spendeva durante il 2011. La coppia esaminata da Altroconsumo utilizza due auto, una con serbatoio da 50 litri di gasolio, l’altra da 40 litri di benzina. Nella prima si fanno 4 pieni al mese, nella seconda 2. Dunque ci si riferisce a una coppia di coniugi che utilizzano principalmente un veicolo dieasel, la stima sale vertiginosamente se si considera che le vetture a benzina, nelle famiglie italiane, sono molto più diffuse di quelle a gasolio.

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Per quanto riguarda le cosiddette pompe bianche, gli sconti si aggirano intorno ai 10 centesimi di euro al litro rispetto ai prezzi delle reti tradizionali. Ma quali sono i distributori più economici? Le pompe bianche restano le più accessibili mentre quando parliamo di grandi marchi, per la benzina verde la più economica è la Esso, la più cara Tamoil. Per quanto riguarda il diesel, invece, i costi minimi sono dati dall’IP mentre quelli più cari sono di Total Erg. Il GPL spazia tra la soglia minima offerta da Eni e il costo più salato di Shell.

Ancora Rincari? Secondo i dati raccolti nel mese di gennaio, il prezzo medio alla pompa è salito a quota 1,717 euro al litro, con incremento del 2,5% sui prezzi di fine 2011, mentre il prezzo industriale è cresciuto del 5,2%. Simile situazione per il gasolio, con prezzo medio a 1,685 euro (+ 1,9%), con prezzo industriale in sviluppo del 3,5%. La preoccupazione principale è a ogni modo diretta al mese di ottobre, quando l’Iva aumenterà di 2 punti percentuali. Sembra non ci sia scelta per il consumatore che dovrà scegliere se fare sacrifici economici o ridurre drasticamente l’utilizzo dell’auto.

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E le liberalizzazioni? “Sulla dinamica dei prezzi in gennaio nessuna influenza hanno potuto avere i nuovi provvedimenti adottati dal governo” – afferma Gian Primo Quagliano, Centro studi proMotor. Ma per il futuro? “Se effettivi saranno, si vedranno nei prossimi mesi. Va tuttavia sottolineato che l’intervento dell’esecutivo per i carburanti non ha puntato a ridurre direttamente i prezzi alla pompa, ma piuttosto a creare le condizioni per diminuire i costi per i distributori di carburanti nel presupposto che questa riduzione determini anche un calo dei prezzi al consumo”.

Le liberalizzazioni potevano dare una speranza al consumatore. Il benzinaio avendo la possibilità di commercializzare altra merce: accessori, ricambi, riviste etc, poteva puntare su guadagni extra e togliere qualche centesimo dalla benzina ma la diminuzione di prezzo, rispetto agli ultimi aumenti, sarebbe irrisoria e i tempi di attesa affinché si verifichi un cambiamento del genere sono lunghissimi. A quanto pare il 2012 sarà ricordato come l’anno dei rincari dato che sono previsti aumenti fino al mese di ottobre.

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