Pignoramenti Equitalia 2016: cosa può e cosa non può pignorare

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Pignoramenti Equitalia 2016: cosa può e cosa non può pignorare. Info e sui pignoramenti Equitalia pensioni, conto corrente, beni mobili ed immobili.

Pignoramenti Equitalia 2016

Cos’è un pignoramento?

Un pignoramento non è altro che la fase iniziale di un atto attraverso il quale si concretizza l’espropriazione forzata. Nella pratica è un provvedimento attraverso cui l’ufficiale giudiziario ordina la sottrazione di un bene. Il pignoramento dei beni è attuato nel momento in cui si registrano uno o più debiti, ripetuti nel corso del tempo. Ogni ingiunzione deve contenere sia l’invito a fornire una dichiarazione di residenza (o domicilio) sia l’avvertimento che si può sostituire ai beni pignorati una somma di denaro.

Pignoramenti Equitalia 2016: cosa può e cosa non può pignorare

Quando si sente solo la parola “Equitalia” chiunque storce il naso, inizia a preoccuparsi, a pensare che qualsiasi cosa o denaro in suo possesso possa essere pignorata. In realtà vi sono precise regole per quanto riguarda i pignoramenti.
Scopriamo in questo articolo quali sono i pignoramenti Equitalia 2016, cosa può e non può pignorare.

Pignoramento Equitalia presso terzi

Pignoramenti Equitalia art.72 bis

Quando il pignoramento Equitalia riguarda stipendi, pensioni o tfr, la comunicazione può avvenire tramite il datore di lavoro (o ente pensionistico). Si parla del cosiddetto pignoramento presso terzi (ai sensi dell’articolo 72-bis, DPR n. 602/72, modificato dall’ art 52 legge n.98/2013).
Questa tipologia di esecuzione può durare anche anni e, nel momento in cui il debitore dovesse venire a mancare, il pignoramento è trasferito automaticamente agli eredi. Il pignoramento Equitalia presso terzi non necessita di dibattimento dinnanzi un giudice.
Al massimo entro 60 giorni il debito va saldato. Se entro questo limite di tempo non viene effettuato il pagamento, non vi saranno altri avvisi, ed il denaro dovuto sarà scalato direttamente dal salario.

Pignoramenti Equitalia 2016 sullo stipendio: quanto si può pignorare

Sugli stipendi, la quota massima pignorabile varia in base all’ammontare dell’indennità. Nello specifico:
• Per importi fino a 2.500 euro è pignorabile 1/10 della mensilità.
• Per importi tra 2.500 e 5000 euro è pignorabile 1/7 della mensilità.
• Per importi che superano i 5.000 euro la quota pignorabile è pari a 1/5 della mensilità.

Pignoramenti Equitalia su pensioni

Per quanto riguarda la pensione vi ricordiamo che se il pignoramento avviene direttamente tramite l’INPS non possono essere pignorate le pensioni sociali o comunque può essere pignorato solo l’importo pari a 1,5 volte l’assegno sociale.
Il pignoramento in pratica non può riguardare gli importi considerati considerati al “minimo vitale”.

(Leggi anche Cessione del quinto della pensione).

Calcolo pensione pignorabile  minimo vitale 

Per il 2016 l’assegno sociale è pari a 448,52 euro.
Dunque per calcolare il limite vitale basterà sommare la cifra dell’assegno sociale 2016 alla metà del suo importo:
448,52 + (448,52:2)= 678,72 euro.
Il minimo vitale per l’anno 2016 è pari a 678,72 euro.

Pignoramenti pensioni accreditate sul conto corrente

I corrispettivi dovuti a titolo di pensione, nel momento in cui questi vengono accreditati sul conto corrente (bancario o postale), possono essere pignorati , in base ad altri limiti, seguendo norme differenti rispetto ai pignoramenti avvenuti direttamente tramite l’INPS.
Pensione pignorabile da Equitalia (prima del pignoramento)
Le indennità accreditate sul conto corrente precedentemente rispetto alla data del pignoramento possono essere trattenute solo nella misura pari al triplo dell’assegno sociale (448,52 euro x 3).

Pensione pignorabile da Equitalia (dopo il pignoramento)

I corrispettivi accreditati sul conto corrente il giorno del pignoramento o nei giorni a seguire, possono essere trattenuti
generalmente nella misura massima pari a 1/5 del versamento. In presenza di più cause creditorie, il pignoramento può riguardare anche la metà della mensilità.

Pignoramenti Equitalia conto corrente

Un conto corrente può essere pignorato da Equitalia al 100% (pensioni, stipendi, polizze vita, indennizzi di varia natura etc.). L’Istituto bancario però deve rendere disponibile al proprio cliente la somma corrispondente all’ultimo stipendio accreditato che dunque non può essere pignorata.

Pignoramenti Equitalia prima casa

Una delle preoccupazioni che più affligge i debitori è il pignoramento della prima casa. In realtà i pignoramenti prima casa sono vietati ma solo nel momento in cui questa sia adibita ad abitazione principale.
Vi sono comunque delle eccezioni. Per quanto riguarda la prima casa sono infatti pignorabili i seguenti immobili:
• Abitazioni di lusso (categoria catastale A/1)
• Ville (categoria catastale A/8).
• Castelli o edifici storici (categoria catastale A/9).
Inoltre è possibile subire un pignoramento prima casa (anche se rappresenta l’unica casa di proprietà ad uso abitativo) nel momento in cui il proprietario decide di cambiare residenza, trasferendosi in una casa in affitto. (potrebbe interessarti anche Come registrare un contratto di locazione online)
Se è vero che la prima casa non è pignorabile non vale lo stesso discorso per le seconde case o per gli immobili adibiti come ufficio, per la nuda proprietà o case affittate.

(Leggi anche Agevolazioni prima casa 2016)

Pignoramenti Equitalia a nullatenenti

Se il cittadino indebitato risulta nullatenente Equitalia quasi certamente procederà tentando di pignorare l’abitazione di residenza. Se il debitore dimostra, con la dovuta documentazione (come ad esempio un contratto di locazione) che l’abitazione non è di sua proprietà, non sarà possibile procedere con l’esproprio dell’immobile. Nonostante ciò il debito non si estinguerà da solo. Equitalia infatti sfrutterà ogni strumento per poter ottenere quanto dovuto. Se davvero il cittadino risulta a tutti gli effetti nullatenente è probabile che si cada in prescrizione (ma difficilmente un cittadino è considerato nullatenente al 100%).

Pignoramenti Equitalia 2016: beni mobili

In teoria per poter riscattare quanto dovuto, Equitalia può procedere anche con il pignoramento di beni mobili. Tale opzione generalmente avviene solo nel momento in cui si è in possesso di beni con un alto valore economico. Tuttavia non esiste un’ “anagrafe dei beni mobili”, dunque il pignoramento dei beni mobili avviene solo in casi estremi, quando la società non ha altri fondi dai quali attingere per potersi far pagare il debito. Inoltre non sono pignorabili quei beni considerati di prima necessità (frigoriferi, letti, tavoli etc.).

Pignoramenti equitalia 2016: fermo amministrativo auto

Il fermo dell’auto familiare (o fermo amministrativo Equitalia) più che un pignoramento è una misura cautelare. Il fermo dell’auto Equitalia riguarda i debiti di un importo superiore a 800 euro. Quando la società che si occupa della riscossione delle imposte iscrive un fermo amministrativo è imposto al debitore un vero e proprio divieto di circolazione del veicolo. L’auto (o qualsiasi tipo di veicolo) non potrà circolare e non sarà possibile nemmeno radiare il veicolo dal PRA, demolirlo o esportarlo in un altro paese. In teoria il veicolo può essere venduto, ma fin quando non sarà saldato il debito, il divieto di circolazione rimarrà in vigore anche per il nuovo acquirente.

Fermo amministrativo Equitalia: come evitarlo

Se il debitore riesce a dimostrare che il veicolo è da considerare come un bene strumentale per la propria professione può essere revocato il fermo amministrativo, altrimenti la revoca avverrà solo nel momento in cui sarà saldato l’intero debito (se si opta per la rateizzazione del debito si fa riferimento all’ultima rata pagata).

Fermo amministrativo Equitalia: assicurazione

Durante il periodo di fermo amministrativo se il veicolo è parcheggiato su una strada pubblica le rate dell’assicurazione automobilistica devono comunque essere versate, a. Se invece il veicolo è posto in un box privato non è obbligatorio pagare la polizza assicurativa. (leggi anche Assicurazione legge Bersani e Legge 104. esenzione bollo auto).

Fermo ammistrativo auto: come funziona

Dopo aver pagato il debito è necessario rivolgersi all’Agente di riscossione per ottenere la certificazione dell’avvenuto pagamento. A questo punto basta recarsi al PRA per richiedere alternativamente:

  •  Il certificato di proprietà del veicolo (costo 32 di imposta di bollo).
  • Oppure il modulo NP-3 (costo 48 euro d’imposta).

Pignoramenti Equitalia 2016: cosa può e cosa non può pignorare sintesi

Ricapitolando, Equitalia può pignorare:

  • Lo stipendio e la pensione (ma solo entro determinati limiti).
    Il conto corrente (al 100% escluso l’ultimo stipendio/pensione accreditato).
  • I beni immobili non adibiti come abitazione  principale (seconda  casa, uffici etc.) o appartenenti a categorie catastali di lusso (ville. castelli, edifici di rilevanza storica).
  • L’auto, o altri veicoli (attraverso il fermo amministrativo).
  • I beni mobili (solo se di un elevato valore economico ed in casi eccezionali).

Equitalia non può pignorare:

  • La prima casa, se unica proprietà adibita ad abitazione principale.
  • I beni mobili, se di prima necessità (letti, sedie, tavoli, frigoriferi etc.).
  • Veicoli, se considerati beni strumentali, dunque indispensambili per lo svolgimento di attività legate alla professione).
  • Il minimo vitale della pensione (quando si rivolge direttamente all’INPS)
  • 1/5 della pensione accreditata dopo il pignoramento sul conto corrente.
  • importi pari a 3 volte gli assegni sociali minimi (448,52 euro x 3), sulle pensioni accreditate sul conto corrente prima del pignoramento).

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