Una madre non è una migliore amica, è una madre

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Una madre non è una migliore amica, è una madre.  In questo articolo scoprirete quanto sono importanti i ruoli in un rapporto madre-figlia e quanto può essere deleterio un rapporto nel quale non esiste una reale figura genitoriale.

Il rapporto madre-figlia è uno dei legami più magnifici che esistano al mondo. Tuttavia le cose non sempre vanno come dovrebbero e può capitare di viverlo come un vincolo conflittuale, fonte di negatività e causa di diversi problemi nello sviluppo di una personalità emotivamente sana ed indipendente.
Alcune persone tendono a considerare la propria madre come una migliore amica, una madre non è una migliore amica, è una madre e in questo articolo vi spiegheremo perché.

Madre-figlia: il legame più forte

A livello relazionale il legame madre-figlia è probabilmente il più potente che esista.
Il rapporto madre-figlio inizia a partire dal grembo materno: durante i 9 mesi di gravidanza infatti madri e figli sono uniti in un unico essere. Il bambino vive letteralmente nel corpo della madre, nei mesi di gestazione egli è totalmente dipendente dalla propria mamma. Anche una volta nati i bambini vivono in una situazione di estrema dipendenza dalla loro madre che lo accudisce sia dal punto di vista fisico (nutrendolo e proteggendolo dai pericoli esterni) che psicologico (fornendo educazione e amore incondizionato).

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Conflitti generazionali nel rapporto madre-figlio

Quando il figlio inizia a sviluppare una propria indipendenza (fisica ed emotiva) il discorso si complica e il rapporto con i genitori può essere messo a repentaglio a causa di continui contrasti generazionali. A partire dall’adolescenza infatti non solo sono state assimiliate conoscenze e capacità, anche il corpo si trasforma affacciandosi per la prima volta al mondo degli adulti.

Una madre non è una migliore amica, ecco il perché

Pur di evitare i continui scontri, quasi fisiologici nel periodo dell’adolescenza, ogni madre durante questa fase vorrebbe essere considerata dalla figlia come “la sua migliore amica” ciò, raramente accade e quando succede non è mai una buona cosa. Talvolta i genitori credono che farsi considerare dei best-friends dai propri figli sia un qualcosa di cui essere fieri, in realtà non vi è nulla di più sbagliato. A livello psicologico infatti, nel momento in cui ci si comporta (e ci si considera) migliori amiche, si creano alcuni disequilibri nel ruolo di entrambe.

Le opzioni che possono verificarsi sono svariate e variano in base alla predisposizione caratteriale sia della madre che della figlia, in base al ruolo nel quale più si sentono a proprio agio.
Ecco alcuni esempi dei ruoli assunti quando la madre viene considerata migliore amica.

Madre adolescente: è colei che non è mai cresciuta, è irresponsabile e vive ancora considerandosi figlia a sua volta.
Figlia madre: quando la madre si comporta come una ragazzina la figlia è spinta ad assumersi responsabilità che non sono le sue, entra in un ruolo che non le appartiene o comunque è costretta a non poter vivere serenamente le fasi più spensierate della propria vita.
Madre e figlia interdipendenti: considerandosi migliore amiche, nessuna delle due riesce a sviluppare una reale autonomia psicologica. Si considerano amiche, ma manca una figura responsabile, autorevole, che gestisca le redini del rapporto. Questa situazione può generare conseguenze spiacevoli (senza freni ed in mancanza di un soggetto responsabile infatti sia la madre che la figlia non maturano in maniera adeguata, non riescono a vivere pienamente la propria esistenza).

Madre come migliore amica: questione di ruoli

Il semplice fatto di considerarsi “migliori amiche” implica un rapporto diverso da quello che dovrebbe vigere. Nella migliore delle ipotesi madre e figlia assumono dunque lo stesso ruolo: diventano due pari, sullo stesso piano, sparisce qualsiasi forma di autorità o autorevolezza da parte del genitore, indispensabile per impartire una buona educazione e per un rapporto realmente sano.

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