Legalizzazione marijuana: cosa dice la legge

Legalizzazione marijuana: cosa dice la legge. Quali sono i punti fondamentali della legge contro il proibizionismo (a favore della detenzione e coltivazione della cannabis) che aumenta i proventi statali, snellisce la burocrazia per malati ed investe in campagne educative e riabilitative.

Nell’ultimo periodo si sente spesso parlare di legalizzazione della marjuana in Italia, pochi però sanno davvero cosa prevede la legge sulla legalizzazione della cannabis.
Scopriamo nel dettaglio cosa dice la legge sulla marijuana e quali sono le disposizioni sulla liberalizzazione delle droghe leggere.

Legalizzazione marijuana: cosa dice la legge

La proposta di legge parlamentare è quella legata al cosiddetto disegno di legge n.3235 del 2015. L’oggetto della norma riguarda diverse disposizioni legate alla possibile legalizzazione delle droghe leggere in Italia.

Legalizzazione cannabis Italia 2016
La proposta di legge sulla legalizzazione della marijuana è stata in realtà presentata circa un anno fa (disegno di legge n.3235,16 luglio 2015 consultabile tramite questo link.)

Legalizzazione droghe leggere in Italia: punti fondamentali

Detenzione cannabis legale

Se la legge sulla cannabis dovesse essere approvata i cittadini italiani con almeno 18 anni potranno detenere modiche quantità di marjuana. Il possesso sarà considerato legale solo rispettando i limiti stabiliti dalla legge (pare 15 grammi di marjuana in casa e 5 “trasportabili”). I consumatori non dovranno effettuare alcuna comunicazione ufficiale alle autorità, tutto sarà totalmente legale!

Autocoltivazione

Ogni cittadino potrà coltivare piante di cannabis sia a livello individuale che in forma associata. Ognuno potrà avere fino a 5 piante di marijuana femminilizzate. Il raccolto derivato dalla coltivazione potrà essere detenuto tranquillamente in casa. Coloro che vorranno dedicarsi alla coltivazione di piante di marijuana dovranno tuttavia effettuare una comunicazione ufficiale al Monopolio di Stato. Per farlo basterà rivolgersi presso una sede dell’ Ufficio regionale dei Monopoli ubicati nella propria regione di residenza. Attenzione: tale ufficializzazione non rappresenta una richiesta, non è necessaria alcuna autorizzazione, si tratterà di una semplice comunicazione alle istituzioni. Vi ricordiamo inoltre che le informazioni notificate saranno inserite trai “dati sensibili” del codice privacy e dunque non potranno essere utilizzate ne trasmesse in alcun modo a soggetti terzi.

Istituzione dei cannabis social club

I cannabis social club non sono altro che associazioni no-profit alle quali aderire per la coltivazione di marijuana in forma associata. Dunque coloro magari non hanno spazio sufficiente in casa o che amano stare in compagnia, potranno iscriversi presso i cannabis social club ed iniziare a coltivare nell’ ambito dell’ associazione. Ogni club non potrà avere più di 50 membri e per iscriversi sarà necessario essere maggiorenni ed avere la residenza in Italia. Anche chi sceglie di aggregarsi nei cannabis social club non potrà detenere più di 5 piante di marijuana. Per registrare questo tipo di associazione senza fini di lucro  sarà obbligatorio comunicarlo presso gli Uffici Regionali dei Monopoli territoriali ed attendere l’ autorizzazione che dovrebbe avvenire entro 30 giorni dalla data di richiesta.

Vendita marijuana statale

Grazie all’approvazione della legge sulla legalizzazione della cannabis sarà istituito il regime di monopolio per la coltivazione e la vendita della cannabis e dei prodotti da essa ricavati. Le attività che prevedono la vendita di prodotti del genere dunque dovranno essere autorizzate dall’ Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Sono esclusi dal regime di monopolio le forme di coltivazione:
• Personale o associate.
• Legate alla produzione di farmaci.
• Legate alla produzione di materiali senza thc (fibre o altri utilizzi industriali).
Le attività commerciali che si occuperanno della vendita di marijuana o prodotti da essa ricavati, dovranno sottostare ad una serie di norme dette anche norme di Monopolio:
Tracciabilità dell’ intero processo produttivo.
Esercitare solo in luoghi prettamente dedicati all’attività e previa autorizzazione delle autorità competenti.
Sottostare alle disposizione del Ministero della Salute sia per quanto riguarda la natura e la composizione dei prodotti venduti sia per quanto concerne il loro confezionamento.
Coloro che non rispetteranno le norme del monopolio potranno essere soggetti a sanzioni e norme di contrasto poiché le attività svolte rappresenterebbero un reato (produzione e traffico illecito di droga).

Uso terapeutico semplificato della cannabis

Con la legalizzazione della marijuana migliorerà anche la vita di chi avrebbe diritto ad utilizzare la cannabis per curarsi (dunque non per scopo ricreativo). Attualmente in Italia sarebbe già possibile (almeno formalmente) curarsi grazie alla cannabis ma purtroppo l’enorme quantità di vincoli burocratici rende tutto molto più dispendioso e complicato. Saranno stabilite regole per snellire e dunque semplificare:

– Il processo di individuazione di aziende farmaceutiche disposte a lavorare la materia prima per creare farmaci ad-hoc.
– Il processo di ricerca di aree per la coltivazione della marjuana.
– L’accesso ai malati ai farmaci cannabinoidi (prescrizione medica e consegna delle medicine).

Divieto di consumare cannabis nei luoghi pubblici

Anche se legalizzato, il consumo di hashish e marijuana sarà comunque vietato nei luoghi pubblici o comunque aperti al pubblico (dunque sia location pubbliche che private).

Dove si potrà fumare la cannabis? I consumatori di cannabis potranno fumare solo in spazi privati non aperti al pubblico (compresi gli spazi esterni privati).

Investimenti contro le droghe pesanti e criminalità

In base ad una relazione dell’ Oedf (Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze) pubblicato nel 2016, il mercato degli stupefacenti è una delle attività più redditizie per la criminalità organizzata europea. Circa il 38% delle sostanze vendute dalla malavita è costituito da cannabis (o droghe da essa derivanti, come l’ hashish). Il mercato europeo della cannabis genera entrate alle associazioni criminali di 10 miliardi d’euro all’anno.
Con la legalizzazione della coltivazione di marjuana (e rendendo la vendita di cannabis statale) lo Stato italiano sottrarrebbe clienti (e denaro) alla criminalità ricavando proventi sostanziosi da investire in progetti alternativi.

Cannabis legale in Italia, i proventi saranno utilizzati per progetti educativi e riabilitazione dei malati

Le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative (riguardanti eventuali violazioni dei limiti e delle modalità previste per la coltivazione nonché detenzione di marjuana) saranno utilizzate interamente per sovvenzionare interventi che mirano ad educare e soprattutto informare i cittadini sulle proprietà curative e riabilitative delle droghe leggere. I progetti saranno realizzati da Istituti sanitari e scolastici e si rivolgeranno ai giovani ed ai consumatori di droghe e tossicodipendenti. Inoltre il 5% dei guadagni statali legati alla produzione e alla vendita di cannabis saranno utilizzati per finanziare progetti del Fondo nazionale di intervento per la lotta alle droghe per sovvenzionare cure e riabilitazione dei tossicodipendenti.

Legalizzazione marjuana quando entra in vigore

Legalizzazione cannabis italia Renzi

La legge che disciplina la legalizzazione della cannabis in Italia non è ancora entrata in vigore. Dopo circa un anno dalle presentazione delle proposta infatti finalmente la legge sarà discussa alla Camera dei Deputati il prossimo lunedi 25 luglio. Solo alla fine della discussione alla Camera potremo sapere se la legge verrà confermata o meno.
La redazione di Giacinto.org vi terrà aggiornati non appena vi saranno notizie ufficiali a riguardo.

Lunedì 25 luglio approda alla Camera dei Deputati una proposta di legge che ha l’obiettivo di legalizzare la cannabis e i suoi derivati nel nostro paese. A proporre il testo è stato un intergruppo parlamentare composto da oltre 200 persone, che hanno messo la propria firma su un manifesto disponibile in rete. Ne fanno parte esponenti della maggioranza e dell’opposizione, di Pd, Sel e Movimento Cinque Stelle, del Gruppo Misto e di Forza Italia.

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