Le posizioni esistenziali nella psicologia: come vi percepite?

percezioni esistenziali
Le “posizioni esistenziali” descrivono come una persona vede sé e gli altri e influenzano di conseguenza il modo secondo il quale ciascun individuo pensa, agisce ed entra in rapporto con l’altro. Già nella prima infanzia veniamo influenzati sull’essere un vincente o un perdente dal contesto ambientale in cui viviamo, dalle sollecitazioni positive o negative che costituiscono la nostra prima esperienza di vita, dai messaggi genitoriali, dalla soddisfazione o insoddisfazione dei nostri bisogni. Intorno ai sei anni prendiamo decisione sul nostro valore, sul valore degli altri e sulla vita in genere, dando a tutto ciò un significato ben preciso e scegliendo quale copione recitare sul palcoscenico della nostra vita presente e futura.
Alcuni decidono che sono OK e che vivranno bene; molti altri invece decidono che non sono OK e che in un modo o nell’altro falliranno. Questa aspettativa, basata sulla decisione di come sarà la loro vita, sarà la loro posizione esistenziale.
La relazione ha due poli: l’individuo e l’altro, che può essere sia una persona che una situazione, e ciascuno dei due poli può essere vissuto come positivo o negativo.
Una persona può sentirsi OK o non OK, rispetto a se stessa e agli altri, per cui vi sono quattro posizioni esistenziali principali: “Io sono OK, tu sei OK,” “Io sono OK, tu non sei OK,” “Io non sono OK, tu sei OK” e “Io non sono OK, tu non sei OK.“
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Le “posizioni esistenziali”, Prima posizione + +( Io sono OK – Tu sei OK)

La prima posizione è quella costruttiva, potenzialmente la posizione di un vincente: permette di collaborare con l’altro, di vederlo come una risorsa. E’ del tipo:”Accetto me, accetto l’altro, quale è il problema? Risolviamolo”. Rappresenta un atteggiamento nei confronti della vita realistico, positivo, concreto. Permette inoltre di non scaricare sull’altro le proprie responsabilità o, al contrario, di non colpevolizzare se stessi per ciò che non è andato a buon fine. Chi è in questa posizione si sente uguale nella differenza: io sono ok come te, pur essendo diverso da te che sei ok.
Il suo sarà quindi un atteggiamento di ascolto autentico per capire il punto di vista dell’altro e integrare su questo aspetto più approcci differenti necessari alla ricerca in comune di una soluzione.

Le caratteristiche principali sono:

  • Stima di sé
  • E’ assertivo
  • Non giudica
  • Accetta gli altri
  • Realistiche aspettative da sé e dagli altri
  • Fiducioso
  • Ascolta con partecipazione
  • Flessibile
  • Comunicazione aperta, diretta, chiara, pronta al dialogo
  • Comprensivo, tollerante, ottimista
  • Disponibile
  • Prova gioia e contentezza
  • Risolve i problemi in maniera vincente.

Le “posizioni esistenziali”, seconda posizione + – (Io sono OK – Tu non sei OK)

La seconda posizione è quella paranoide ed è caratterizzata dalla costante svalutazione dell’altro e da una super valorizzazione di sé: E’ tutta colpa tua”.
E’ la posizione di chi si sente vittimizzato o perseguitato e quindi vittimizza e perseguita gli altri.
La persona si relaziona attraverso il dominio e l’esibizione di sé con un comportamento aggressivo, rifiutante e accusatorio.
Spesso l’individuo che si trova in questa posizione si sente imbrogliato, odia e incolpa gli altri per le proprie disgrazie, negando di avere un problema personale
L’atteggiamento riguardo all’ascolto è ipercritico con lo scopo di capire le differenze con i punti di vista dell’altro pèr scoprire la falla del suo ragionamento in modo da poter imporre il suo modo di vedere le cose.

Le caratteristiche principali:

  • Grande stima di sé
  • “Io ho tutti i diritti; tu nessuno”
  • Esigente, arrogante,ipercritico
  • Invadente, prepotente, caparbio
  • Giudica in buono/cattivo, male/bene
  • Competitivo, impaziente
  • Ama circondarsi di yes-men
  • Autoritario
  • Minaccioso, combattivo, attaccabrighe

Le “posizioni esistenziali”, terza posizione – + (Io non sono OK – Tu sei OK)

La terza posizione è depressiva ed è caratterizzata dalla svalutazione di sé e dalla super valorizzazione dell’altro “E’ tutta colpa mia!”. Essa presuppone una dipendenza dall’altro ritenuto più forte e più potente.
La persona in questa posizione si sente impotente nei confronti degli altri, inadeguata e incapace di affrontare la situazione.
A poco a poco il soggetto si ritira dalla relazione con gli altri, cade nella depressione e ritiene che la sua vita non valga molto.
In questo caso l’atteggiamento riguardo all’ascolto è compiacente.

Le caratteristiche principali

  • Scarsa stima di sé
  • “Tu hai tutti i diritti, io nessuno”
  • “La mia vita non vale quanto la tua”
  • Atteggiamento vittimistico e perdente
  • Si sente a disagio quando riceve complimenti o sollecitazioni positive.
  • Ritiene meritata la sfiducia degli altri
  • Si sente a disagio in società
  • E’ depresso, ansioso, autocritico, sottomesso, pieno di scuse, timoroso, timido, silenzioso, appartato.
  • Guarda più agli interessi degli altri che ai propri
  • Si preoccupa di quello che possono pensare di lui.

Le “posizioni esistenziali”, quarta posizione – – (Io Non sono OK – Tu non sei OK)

La quarta posizione è quella di inutilità epresuppone una svalutazione di sé e dell’altro: “Non si può fare niente”. Essa rappresenta la sfera della rassegnazione e della depressione. Un individuo che ha assunto questo atteggiamento si arrende per lui non c’è speranza. La posizione “non OK – non OK” è molto nociva per l’ascolto e l’intero processo di comunicazione. Le persone che si comportano secondo questa posizione esistenziale ascoltano perlopiù a livello passivo e, come risultato, non ricevono molti messaggi. Generalmente sono percepito come disinteressati verso gli altri, chiusi, negativi e pessimisti. Questo comportamento non porta da nessuna parte ed è vissuto dagli altri come il “girare in tondo”, che finisce in frustrazione, rabbia e scoraggiamento. Di solito essi dicono : “Non posso farci niente: non c’è cosa che qualcun possa fare”. Così i problemi non vengono risolti e riemergono sempre.

Le caratteristiche principali

  • Scarsa autostima
  • “Io non ho alcun diritto; e nemmeno tu”
  • “Io non valgo nulla; e nemmeno tu”
  • Non ha speranze, è vendicativo
  • Non ci sono vie d’uscita
  • Senso di inutilità : “Chi te lo fa fare?”
  • Non assume iniziative, “scarica” problemi e difficoltà
  • Abulico e apatico; rassegnato all’infelicità
  • Tristezza, delusione cronica
  • E’ un vinto, un fallimento cronico; vegeta, non vive.
  • Incolpa tutto e tutti dei suoi problemi, delle sue frustrazioni e dei suoi comportamenti.

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Va comunque sottolineato che ognuno di noi non rimane rigidamente fisso in una unica posizione esistenziale, ma alternativamente può passare da una posizione all’altra in base ai momenti che sta vivendo o alle persone con cui entra in relazione.
Inoltre va ricordato che la posizione esistenziale di base è stata assunta entro i primi sei anni di vita, quando la persona non aveva ancora una possibilità reale e concreta di operare una adeguata selezione critica degli stimoli e degli eventi. Può pertanto essere cambiata in seguito così da riconquistare un vissuto obiettivo delle capacità e dei limiti propri e degli altri così da raggiungere la posizione vincente, sana e assertiva di “IO SONO OK TU SEI OK”

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