Lasciare andare significa accettare il proprio passato, ma non il proprio destino

lasciare andare

Lasciare andare significa accettare il proprio passato ma non il proprio destino. Ecco un articolo utile per coloro che hanno perso la persona amata, utile per chi è stato lasciato e soffre per amore.

A prescindere dal tipo di rapporto di coppia (profondo o superficiale, di breve tempo o della durata di anni etc.) quando una relazione tra due persone finisce, quando uno dei due viene lasciato,  si è invasi da un senso di angoscia, di agonia, di dolore profondo.

Quando ci innamoriamo l’altra persona diventa il nostro mondo.

Stare con la persona amata significa condividere un pezzo di cuore, vuol dire che sei riuscito a trovare qualcuno che incarna tutto ciò di cui hai bisogno. Una persona che contemporaneamente rappresenta la compagna di vita ma anche un’amica fidata, una sorella, una confidente. Il tuo mondo sostanzialmente è legato a lei, i vostri mondi si sono fusi, l’uno fa parte dell’altra. Tuttavia non sempre le relazioni durano per sempre. Diverse vicissitudini, diversi modi di pensare, di agire, possono spingere uno dei due partner (ma talvolta anche entrambi) a decidere di concludere il rapporto, di lasciar andare via quella che un tempo veniva considerata la propria metà.

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Cosa dire a chi è stato lasciato? Le frasi da dire (e da evitare)

Stare vicino a persone che stanno vivendo sulla propria pelle la fine di una relazione non è semplice.
“Il mondo va avanti”
“Pensa a te stesso”
“Vivi la tua vita”
“Morto un papa se ne fa un altro”

Queste ed altre frasi sono tra quelle più gettonate, più utilizzate per porre fine all’agonia causata dalla rottura. In realtà anche se apparentemente sembrano concetti giusti e reali, partire immediatamente con frasi fatte non è proprio d’aiuto.
Per stare vicino ad una persona che soffre dovete innanzitutto comprendere il motivo del dolore, o meglio dovete fare in modo da riuscire a far sfogare la persona. Non è detto che debba aprirsi con voi ma è fondamentale che parli con qualcuno di cui si fida, qualcuno che la ama, che conosce il suo modo di pensare e che possa aiutarla a superare il trauma.

Frasi utili:

“Rispetta te stesso”
“Ama chi ti ama”
“Ricorda che sei importante e che i tuoi cari ti amano

Ricordate però che queste rappresentano parole che potrebbero essere utili e che non esistono vere e proprie “frasi da dire” a chi è stato lasciato, ogni situazione è differente, è impossibile stilare una lista. Una volta compreso il motivo del disagio non potete far altro che dimostrare il vostro affetto alla persona sola. Una delle poche cose che potete fargli capire è che, nonostante il nuovo status da single, lei non è sola. Più che enunciare verbalmente il vostro affetto sarebbe meglio agire coi fatti. Stategli vicino, ascoltate le sue parole, le sue lamentele, i suoi pianti. Talvolta una persona ha solo bisogno di dar libero sfogo al proprio dolore.

Le fasi della perdita

Avete mai sentito parlare delle fasi 5 fasi della perdita? Elizabeth Kubler-Ross (medico psichiatra) studiò il comportamento delle persone nel momento in cui queste vivono una perdita, un lutto. Un lutto è molto simile alla fine di una relazione. Il termine lutto può infatti riferirsi a qualunque esperienza che prevede un distacco doloroso (e definitivo) da una persona amata.
Il distacco genera una serie di problemi, di reazioni causate da senso di abbandono e solitudine. Talvolta invade anche un profondo senso di colpa, anche se nella realtà dei fatti non c’è nulla di cui pentirsi.
Scopriamo quali sono le 5 fasi che ogni persona vive nel momento in cui termina una relazione amorosa..

  1. Negazione
    È la fase durante la quale la mente respinge ciò che è accaduto, non lo accetta. Il futuro nel quale si sperava è sparito, per sempre, ed il cervello ha bisogno di tempo per accettarlo. È come se fosse entrato un uragano che ha messo sottosopra un’intera città, c’è bisogno di tempo per ristabilire l’ordine e ritrovare un proprio equilibrio.
  2. Rabbia
    Subito dopo la fase della negazione giunge la rabbia. Finalmente la mente accetta quanto accaduto ma è invasa da un profondo senso di ira. Non sempre questo sentimento è rivolto verso la persona persa. Talvolta ci si sfoga con i propri cari, con se stessi, con una specifica categoria di persone legate in qualche modo al proprio ex. Sostanzialmente la situazione vissuta viene razionalizzata e la mente reagisce con la rabbia in modo da poter canalizzare le energie negative. Scrivere
  3. Negoziazione
    È la fase del patteggiamento. La persona lasciata cerca di reagire, di trovare risposte in grado di spiegare l’accaduto o soluzioni per risolvere il tutto. “Se avessi agito diversamente forse…” “Magari non avrei dovuto dire quella cosa…”
  4. Depressione/paura
    Per quanto si cerchi di riparare la situazione purtroppo il passato non può essere cambiato, quando si comprende questo dato di fatto giunge la fase della paura, della depressione, la fase durante la quale si soffre, e tanto! Purtroppo non c’è un modo per far guarire rapidamente la ferita, il dolore va fatto sfogare, non va né ignorato né tamponato, sarebbe come tentare di arginare un fiume in piena. Evitare per esempio luoghi e persone legate alla persona amata non farà altro che alimentare il fuoco della sofferenza. Il ricordo dell’ ex partner sarà sempre una nota dolente, anche dopo anni, nel profondo del cuore, sarà rimembrato con amarezza, c’è poco da fare.
  5. Accettazione
    La fase dell’accettazione non è la fase durante la quale si smette di star male, ma si fa pace con se stessi. E’ quando si assume vera consapevolezza di quanto accaduto, la situazione viene accettata (magari con varie ricadute) ma pian piano diventa definitiva e ci si apre a nuove esperienze relazionali ma soprattutto di vita.

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