La stagione dei pollini: cosa stiamo respirando in questo mese di Aprile?

pollini

Nella stagione primaverile, ogni fase è dominata da tipi di polline differenti, con relative variazioni dei sintomi a seconda delle proprie allergie. Vediamo quali sono i pollini di Aprile.

I pazienti che soffrono di rinite allergica sanno già che durante la primavera, insieme alla natura, si risvegliano anche i sintomi classici della rinite, sopiti durante la stagione invernale. E quindi ecco ricomparire sensazione di ostruzione e prurito nasale associati a congiuntivite, lacrimazione e prurito oculare, tutti i sintomi che rendono le giornate primaverili un incubo per i pazienti allergici.

Che cosa dobbiamo aspettarci dal mese di aprile?

Come molti pazienti avranno già sperimentato, alcuni pollini sono presenti nell’aria da molte settimane e quindi da prima dell’arrivo della primavera: è questo il caso del cipresso, che inizia il suo periodo di pollinazione già dai primi giorni del mese di febbraio. Durante il mese di aprile vediamo la fine della pollinazione delle cupressacee, in calo rispetto ai mesi precedenti e presenti nell’aria a concentrazione minore.

Al contrario, inizia nelle ultime settimane di marzo la pollinazione delle graminacee, che corrispondono alla gran parte delle piante erbacee presenti nei giardini e nei cortili; nel mese di aprile, il polline di queste piante erbacee molto diffuse anche nei parchi pubblici è presente in basse concentrazioni ma con una tendenza all’aumento, in quanto la pollinazione termina a giugno inoltrato.

Stabilmente presenti nell’aria anche i pollini delle oleacee (olivo, frassino), betulacee (betulla, ontano) e salicacee (salice e pioppo), con concentrazione medio–bassa ma con tendenza all’aumento.

Alle latitudini dell’Italia centrale, le betulacee non raggiungono concentrazioni elevate (sono più tipiche del Nord Italia e dei Paesi più a nord) al contrario delle oleacee che raggiungeranno il picco tra maggio e giugno fino anche ad una concentrazione di 2000 granuli/m3 di aria.

Non solo pollini…

Oltre agli allergeni stagionali, non possiamo dimenticarci della presenza degli allergeni perenni: chi soffre di rinite allergica con sensibilizzazioni ad allergeni perenni – come l’acaro della polvere – insieme all’allergia ai pollini, in questo periodo patisce un peggioramento marcato dei sintomi rinitici.

Da non sottovalutare anche la presenza delle spore fungine, in particolar modo di alternaria, che nel periodo primaverile sono presenti a medie concentrazioni.

Bisogna tener presente inoltre che la concentrazione dei pollini varia, oltre che in base al periodo dell’anno, anche in relazione alla regione in cui ci si trova e alle condizioni atmosferiche. È noto infatti che la pioggia riduce la concentrazione dei pollini nell’aria mentre nelle giornate soleggiate e ventose la diffusione del polline è maggiore. Nella maggior parte dei casi, la diffusione del polline si ha tramite un trasporto a microscala, cioè limitato nel tempo e nello spazio, nell’ambito di ore e di centinaia di metri. Esistono però anche il trasporto a mesoscala, che è legato a condizioni di escursione termica notturna e diurna, riguarda un periodo di tempo di alcuni giorni ed una distanza di qualche centinaio di km, e a macroscala, influenzato dal vento e da particolari condizioni atmosferiche che può trasportare i pollini anche a migliaia di km di distanza.

Che cosa fare dunque?

I pazienti che sanno di essere allergici ai pollini presenti nell’aria durante la stagione primaverile dovrebbero eseguire la terapia consigliata dal loro allergologo di fiducia (di solito da iniziare non dopo la metà di marzo e da proseguire per alcune settimane), con modifiche a seconda delle sensibilizzazioni individuali (se perenni o solo stagionali), della sintomatologia presentata (rinite allergica, congiuntivite o entrambe) e della tollerabilità individuale. In relazione alle sensibilizzazioni individuali, inoltre, è possibile consultare il calendario pollinico (ce ne sono molti on line, di solito creati in collaborazione con le Agenzie regionali per la protezione ambientale o con la Rete Italiana per il monitoraggio aerobiologico) per tenere sotto controllo il tipo e la concentrazione dei pollini presenti nell’aria.

Chi invece presenta sintomi rinitici ma non ne ha mai approfondito la causa, può rivolgersi all’allergologo: attraverso la visita allergologica e l’esecuzione delle prove allergologiche per inalanti (il prick test) possono essere individuati gli allergeni responsabili della sintomatologia rinitica e può essere impostata la terapia più adeguata.

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