Come imparare a dire “no” ai bambini

dire no

Non bisognerebbe mai assecondare ogni richiesta dei figli, tuttavia non è cosi semplice dirgli di “no”. Ecco i consigli pratici per imparare a dire “no” ai bambini e diventare genitori migliori.


Negli ultimi anni la società ha subito enormi mutazioni. Fattori come ad esempio la tecnologia hanno ridotto tantissimo limiti e barriere (fisiche e temporali). Tutti questi cambiamenti hanno avuto ripercussioni sulle persone, sul loro modo di vivere, di pensare, di fare i genitori.  Questi ultimi molto spesso, pur di evitare polemiche e situazioni spiacevoli, tendono ad assecondare ogni richiesta dei propri figli, a dirgli sempre  “sì”.

La filosofia dell’ avere tutto e subito

L’essere umano si è abituato (ed ha abituato i suoi figli) alla “filosofia dell’ avere tutto e subito” sia a livello materiale che emotivo. Come anticipato, spesso pur di evitare capricci e piagnistei i genitori tendono ad accontentare i bambini, a concedergli ogni minimo desiderio, senza  che da parte dei piccoli vi sia alcuno sforzo.

Perché è importante dire no ai bambini

L’importanza del desiderare
Desiderare nella vita psichica di ogni individuo è fondamentale. Nel momento in cui si desidera ardentemente qualcosa l’essere umano è spinto a lottare per averla, a sforzarsi. Quando ci si sforza per ottenere qualcosa di ambito, il momento del traguardo diventa qualcosa di speciale, che assume un valore profondo.
“L’’attesa del piacere è essa stessa un piacere.”
(Gotthold Ephraim Lessing)

Come imparare a dire no al bambino: il ruolo del genitore

Per il bambino la figura del genitore è pari quasi a quella di un super-eroe. Papà e mamme sono coloro che possono trasformare i desideri del figlio in realtà. Se ogni desiderio è assecondato il bambino non riuscirà ad apprezzare ciò che ha e non farà altro che esigere ciò che vuole, sempre e comunque.

Le conseguenze di un’educazione troppo permissiva

Se un figlio non è abituato a sentirsi dire di “no” darà per scontato che ogni cosa gli sia dovuta. Il problema non è il giocattolo o il giro alle giostre. La questione è che man mano che il piccolo cresce, cresceranno anche le sue pretese, la sua mente sarà abituata allo schema:
1. Voglio.
2. Chiedo.
3. Ottengo.

Non riuscirà a sviluppare indipendenza, non imparerà a lottare per ottenere ciò che desidera. Diventerà una persona viziata, incapace ad affrontare le difficoltà che la vita gli mette di fronte. Si abituerà a poggiarsi sempre sugli altri come se non potesse mai contare sulle proprie forze! (Leggi anche Autostima infantile. Come insegnare ai bambini a credere in se stessi).

Come imparare a dire di no ai bambini: consigli pratici

– Fermezza
Quando optate per un “no” sita fermi, non cambiate opinione! Il “no” è “no”, cedere ai capricci non farà altro che farvi apparire insicuri, poco credibili, metterà in discussione l’intero vostro ruolo genitoriale.

– Ascolto e ragione

Ascoltate i vostri figli, cercate di comprendere quelli che sono i loro veri desideri! Spesso i bambini (ma non solo loro) credono di volere qualcosa quando in realtà desiderano qualcos’altro! È compito dei genitori quello di illuminarli, di spingerli al ragionamento. Inoltre è fondamentale anche spiegare il motivo di quel “no”, in modo che in una situazione analoga, il bambino impari a comprendere il vostro atteggiamento.

– Adottate una linea educativa comune con l’altro genitore

Frasi come“Perché tu mi dici sempre no, mamma me lo fa fare!” sono la conseguenza della poca complicità tra genitori. Questi infatti devono adottare un piano educativo comune o comunque compatibile con quello del partner. In caso contrario si rischia di confondere il bambino, che, nei casi più estremi, si sentirà padrone assoluto, manipolatore di ogni situazione. (Leggi anche Come riconoscere un manipolatore)

– Siate autorevoli ma non autoritari.
Imporre uno schema educativo eccessivamente rigido e autoritario non giova al rapporto genitore-figlio. Il bambino infatti non deve sentirsi minacciato ma indirizzato verso un percorso morale più giusto, deve comprendere che quel “no” è importante per il benessere suo e di chi lo circonda.

– Non dite sempre “no”, premiatelo quando merita.

Se dire sempre “si” può essere problematico anche la negazione costante assumere una connotazione distruttiva. Quello che magari per noi è solo una seccatura per il piccolo può rappresentare un momento magico, importantissimo, stimolante. Cercate di accontentarlo quando è possibile, facendogli capire che in quel momento merita quella determinata cosa, che può godersela perché il suo comportamento e le circostanze lo permettono!

 

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