Il mio bambino capisce tutto ma non parla

Il mio bambino capisce tutto ma non parla
Quando il bambino si avvicina all’anno tutti sono in attesa delle prime parole, talvolta possono un po’ tardare ed i genitori cominciano a domandarsi come il loro bimbo, così intelligente e vivace, così sveglio nel capire il mondo, ancora non parli.

Quando il bambino arriva ai 2 anni, comincia un significativo confronto con i coetanei, ma anche forti pressioni da amici e famigliari. I dubbi aumentano: i bimbi di amici e parenti parlano, il nostro no.

Eppure siamo proprio sicuri che lui sia intelligente e che abbia una comprensione perfetta di tutto ciò che lo circonda, comprese le parole. Allora perché non parla?

Il linguaggio nei bambini fino ai due anni

Mi sento di differenziare la risposta in base all’età del bambino. Certamente fino ai 2 anni esiste una

grandissima variabilità

da bambino a bambino e possiamo incontrare bambini che parlano come piccoli adulti, ma anche bambini che dicono ancora poche parole; in ogni caso se il bambino produce almeno 50-60 parole possiamo aspettarci che presto aumenterà il suo vocabolario e comincerà a dire le sue prime e semplici frasi.

Il linguaggio nei bambini dai due anni in su

Dai 2 anni in su, invece, è fondamentale che il bambino abbia un numero minimo di parole (le famose 50-60 parole) e che aumenti di mese in mese in modo significativo (almeno 20 parole) e che inizino le prime combinatorie di due parole, per esempio: tutù papà.

Se il bambino, al contrario, è ancora lontano da questo livello linguistico minimo, questo può essere un segnale di disturbo di linguaggio, ipotesi che andrà verificata attraverso una valutazione specifica, cioè un esame del linguaggio che viene eseguito dal logopedista e che sarà ripetuto a distanza di 3-4 mesi per alcune volte al fine di monitorare i progressi del linguaggio.

Rivolgersi a un logopedista, quindi, non è necessariamente sinonimo di iniziare un trattamento riabilitativo, ma può essere semplicemente un percorso di verifica che può risolversi anche la normalizzazione spontanea dello sviluppo del linguaggio. Tuttavia, se così non fosse, il logopedista avrebbe la possibilità di un intervento precoce e risolutivo sul disturbo di linguaggio di quel bambino.

Ora, tornando al dubbio iniziale: se è così intelligente perché non parla bene o non parla affatto? Perché il bambino presenta un

Disturbo Specifico di Linguaggio (DSL)

la cui definizione è la seguente:

I disturbi specifici del linguaggio (DSL) sono un insieme eterogeneo di quadri caratterizzati da un ritardo o disordine in uno o più ambiti dello sviluppo linguistico, in assenza di deficit cognitivi, sensoriali, motori, affettivi e di importanti carenze socio-ambientali.

Proprio per il fatto che sono bambini intelligenti è possibile intervenire sulla specifica difficoltà in modo molto positivo e con una risoluzione totale del problema con un intervento logopedico: i tempi e i modi del recupero saranno diversi in base alla gravità del disturbo, ma anche e soprattutto in base a quanto precoce sarà l’intervento.

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