Il Mito. Narciso era un giovane bellissimo che destava l’ammirazione e l’interesse di tutti coloro che incontrava, sia uomini che donne. Tra gli innamorati di Narciso ci fù la Ninfa Eco che per una maledizione, era stata privata della parola dalla dea Era, e poteva soltanto ripetere le parole degli altri. Eco era quindi incapace di esprimere il proprio amore a Narciso, il quale la respinse. La ninfa morì di crepacuore. Gli dei adirati allora, decisero di punire Narciso per la durezza con cui aveva trattato la Ninfa facendolo innamorare della sua immagine. Fu così che un giorno Narciso passeggiando presso Danacone, si avvicinò a una fonte chiara e limpida e non appena sedette sulla sponda di quella fontana s’innamorò all’istante del proprio riflesso. Dapprima tentò di abbracciare e baciare il bel fanciullo che gli stava davanti, poi quell’amore che gli veniva al tempo stesso concesso e negato, cominciò a struggerlo di dolore e insieme a farlo godere del suo tormento, fino a quando non morì di languore trasformandosi in un narciso, il fiore che cresce ai bordi delle fonti.

Il Narcisismo. Dal mito di narciso si genera il concetto di narcisista a definire tutte quelle persone in un certo senso innamorate di sé stesse, e poco attente agli altri. È vero che i narcisisti sembrano avere una scarsa considerazione nei confronti di altre persone, ma è anche vero che, paradossalmente, queste persone sono completamente incapaci di provare amore per sé e, di conseguenza, per chiunque. Nella quarta edizione del DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), il narcisismo è collocato tra i disturbi di personalità del gruppo B, e può avere livelli di gravità diversi.
Secondo il DSM IV i criteri diagnostici del narcisismo sono i seguenti:
Un quadro pervasivo di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento), necessità di ammirazione e mancanza di empatia, che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato nelle seguenti caratteristiche
Grandiosità
Il narcisista si sente estremamente importante, più di qualsiasi persona, compreso il proprio partner o gli amici.
Bisogno di approvazione
Ha un grande bisogno di essere approvato e ammirato dagli altri, è convinto di esercitare una grande ammirazione e rispetto sugli altri, pretende un trattamento speciale ed inoltre ama essere al centro dell’attenzione nelle conversazioni
Mancanza di empatia
Non è in grado condividere i propri sentimenti o di capire quelli degli altri. Si offende facilmente in modo ingiustificato ad esempio non accetta un rifiuto nemmeno se esiste una forza maggiore. E’ insensibile alle motivazioni altrui. In genere mostra disprezzo per il proprio partner. Non ricambia l’amore che gli viene offerto anzi chi sta al suo fianco deve essere disposto a soddisfare le sue esigenze.
Negazione
Nega di non essere razionale e di sopravalutarsi. Nega di essere depresso o di essere vittima di qualche trauma. Se accetta la psicoterapia nega di avere qualche problema.
Invidia
ha un atteggiamento di invidia verso gli altri ma al contempo si lamenta di essere troppo invidiato.
L’arroganza e l’intolleranza alle critiche
Il narcisista si offende facilmente, reagisce con rabbia quando subisce critiche, non conta l’opinione degli altri ed è vangelo solo il suo pensiero.
Manipolazione
Poiché si crede una persona eccezionale, non esita a manipolare e trattare come oggetti le persone che gli stanno intorno per raggiungere i prppri obiettivi.
Saccenza
Oltre al proprio superiore o ai propri insegnamti manifesta una immagine di grande fiducia in se stesso da convincersi che nessuno è migliore di lui. Tende ad ottenere grandi risultati nel proprio lavoro, anche se a volte il suo narcisismo diventa invalidante in quanto pensa di sapere gia tutto, è alla continua ricerca di trionfi.
Interpretazione distorta dei risultati e il richiamo selettivo
ostenta i propri successi e si attribuisce maggiori competenze rispetto ad altri, mentre i fallimenti li attribuisce a circostanze esterne.
Statisticamente questi soggetti riscontrano depressione, mania, anoressia nervosa e abuso di cocaina.
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Il dottor Bruce Stevens, nel suo articolo “idra a nove teste“, propone una classificazione della personalità narcisistica in nove diversi tipi. Tra di essi include la personalità dipendente, che di solito è considerato separatamente. Tuttavia, tutti i tipi hanno lo stesso problema di fondo: la disperata ricerca della fonte dell’amore per se stessi in ogni contesto
1. L’insaziabile
sente un grande bisogno di essere amato e comunque non è mai soddisfatto. Ha paura di essere abbandonato o rifiutato. ostenta esageratamente amore agli altri al fine di ottenere approvazione e affetto soffocando il proprio partner.
2. L’amante speciale
Ritiene di amare in modo “unico, speciale, meraviglioso e perfetto.” . Idealizza l’amore ed il proprio partner, che non vede come realmente è. È molto vulnerabile nelle relazioni ma pretende un partner perfetto.
3. Il potente
Ama il potere. È arrogante, disprezza i suoi subalterni . Tutto ciò che conta è la tua carriera e il successo. Il suo partner è di solito una persona attraente, che considera come un trofeo.
4. Il “corpo”
E ‘un tipo molto comune di narcisismo oggi. Il suo aspetto fisico ha notevole importanza e l’autostima è legata a quella immagine. È ossessionato nel l’ avere il corpo perfetto. Tende a negare i propri problemi e a concentrarsi sul proprio fisico, come se il fatto di raggiungere la perfezione fisica sia la risoluzione di tutti i mali
5. Il furioso
Ha frequenti esplosioni di rabbia a causa della sua ipersensibilità a qualsiasi offesa reale o immaginaria. Tende a vedere cattive intenzioni nelle azioni diegli altri. La rabbia diventa una copertura per mascherare la tristezza, vergogna o disperazione. Ha una grossa incapacità a controllare le emozioni intense di rabbia.
6. Il truffatore
E’ una persona adorabile ma con scopi esclusivamente egoistici. Intende utilizzare e sfruttare gli altri con quel fascino personale. Si compiace nell’essere infedele e di frodare. La sua autostima aumenta quando ciò gli riesce. Non ha nessun tipo di etica morale.
7. La fantasia (dissociazione o realtà parallela)
Il suo mondo interiore è ricco ed è pieno di fantasie di bellezza, ammirazione, amore, successo e mondi meravigliosi, considerando la realtà un concetto fastidioso da cui scappare. Questo atteggiamento li porta ad una maggiore solitudine
8. Il martire
La sua identità si basa sul vittimismo o sul fatto di essere sopravvissuto a qualcosa di terribile. Si concentra su se stesso per lamentarsi costantemente. All’interno di questo dolore si sente grande, “nessuno soffre come me“, “ho dovuto sopportare cose terribili“. Tende ad ostentare il dolore che a volte arriva a dargli una matrice religiosa
9. Il salvatore
“Solo io posso aiutarvi“, “solo io posso migliorare la tua vita“. In apparenza sembra un soggetto altruista ma in fondo chiede sempre qualcosa in cambio. Questo atteggiamento è comune in alcuni leader religiosi delle sette.
Secondo lo psicoanalista Alexander Lowen (le sue teorie sono molto note in Italia vedi “la bioenergetica“) nel descrivere la personalità narcisistica distingue cinque turbe narcisistiche in ordine crescente di gravità:
- Carattere Fallico-narcisistico
- Carattere narcisistico
- Personalità borderline
- Personalità psicopatica
- Personalità paranoide.
Infatti il disturbo di personalità narcisistico (NPD) è spesso diagnosticato con altri disturbi della personalità come l’istrionico, borderline, disturbi di personalità paranoide, e antisociale; (la cosiddettà “comorbilità”), disturbi dell’umore o disturbi alimentari.

Storia del Narcisismo
Noi tutti possediamo sano narcisismo, che è adattativo, flessibile, realistico, e aiuta il nostro funzionamento psichico. Freud dice che questo è uno stato originale dell’individuo da cui si sviluppa il concetto amore-libido.
Nel 1914 infatti pubblica uno saggio sul narcisismo intitolato “Introduzione al narcisismo”, dove amplia il significato del termine introducendo i concetti di narcisismo primario e di narcisismo secondario o protratto.
Nei primi mesi di vita, il bambino sperimenta un narcisismo primario , dal momento che tutte le sue energie sono destinate a soddisfare le proprie esigenze. Il bambino non è in grado di riconoscere il mondo esterno.
La fase successiva è il narcisismo secondario: il bambino riconosce oggetti e avverte che essi possono provocare piacere o dolore.
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Nel 1898 Havelock Ellis, un inglese sessuologo, ha usato il termine “narciso-like” in riferimento alla masturbazione eccessiva, per cui la persona diventa oggetto sessuale su se stesso
Lo psicoanalista austriaco Otto Friedmann Kernberg, definisce il disturbo narcisistico come un sottotipo di personalità borderline. Classifica l’ aggressività narcisistica come una manifestazione di invidia cronica.
Lo psicoanalista Lacan tratta il narcisismo nel 1932 dove evidenzia una correlazione tra aggressività e narcisismo. infatti spiega come l’immagine di se’ da un’altra immagine (lo stadio dello specchio) produce non solo una sensazione di perfezione, ma anche alienazione sulla parte esterna del corpo causando certa aggressività e configurando tratti paranoici.
L’insorgenza del narcisismo patologico si sviluppa nella prima e seconda infanzia o anche nell’adolescenza. E’ comunemente attribuito ad abusi e traumi infantili inflitti dai genitori,da figure di autorità, o addirittura da pari. Tuttavia ci sono indicazioni che questo disturbo possa avere una matrice ereditaria.
ll modello interno del narcisista si costruisce fondamentalmente intorno alla figura genitoriale che si rifiuta o è insensibile alle richieste di conforto in età infantile. Il genitore non è in grado di fornire empatia ma accudisce il bambino solo nei bisogni pratici. Questo bambino interiorizza il disagio del genitore di fronte all’intimità e al contatto emotivo e percepisce la distanza come l’unica modalità che sente efficace per relazionarsi all’altro. Il desiderio di ammirazione tipico nel bambino, nasce dalla necessità di essere riconosciuto come un “unico e separato dagli altri”, per farlo sentire importante e quindi per costruire una identità e una autostima che non dipendono dall’approvazione degli altri ‘ ma che nasce dentro di sé.
Frustrazione e rabbia
Quando questo bisogno di riconoscimento è contrastato, il bambino non si sente speciale, pertanto sviluppa una bassa autostima. Le reazioni a questa situazione possono essere diverse. Si può portare a una personalità dipendente, focalizzata sulla soddisfazione delle esigenze degli altri per ottenere la loro approvazione, o può portare ad una personalità narcisistica, che gonfia il proprio ego per compensare la propria mancanza di autostima e di sicurezza. infatti il narcisista cerca l’approvazione e l’ammirazione che non ha mai avuto sovracompensando con la costruzione di un meraviglioso e perfetto se stesso che tutti dovrebbero adorare.

Nelle dinamiche è da sottolineare l’invidia preedipica, cioè una specifica forma di rabbia e di risentimento contro un oggetto di cui si ha bisogno ma che viene vissuto come frustrante o rifiutante. La cosa desiderata diventa così anche forma di sofferenza. Per reagire a questa sofferenza si sviluppa un desiderio cosciente o inconscio di distruggere, di sciupare e di prendersi con la forza ciò che viene rifiutato. La tragedia sta nel fatto che l’appropriarsi in modo rabbioso e avido di ciò che viene negato non porta alla soddisfazione, perchè l’odio per ciò che si desidera sciupa ciò che viene incorporato, e il soggetto finisce sempre per sentirsi vuoto e frustrato.
La terapia del disturbo narcisistico è molto difficile, anche per la loro totale inconsapevolezza del disturbo e dell’effetto che esso provoca negli altri. In genere arrivano ad una terapia soltanto perché si sentono depressi, ma le tradizionali terapie antidepressive non hanno efficacia.
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Altro aspetto da considerare è il trauma da narcisismo ed è la sintomatologia di chi ha conosciuto un soggetto narcisista . Va detto che quando si viene abbandonati si può subire un TRAUMA ABBANDONICO di maggiore o minore intensità, che è già di per sé assai doloroso e sconvolgente, ma se a questo si aggiunge il TdN, TRAUMA DA NARCISISMO, la situazione diventa ancora più grave, in quanto il partner narcisista, oltre ad abbandonare, mira a distruggere, umiliare, ferire, offendere il partner che viene abbandonato. Quest’ultimo, cioè la vittima del narcisista, può sviluppare una vera e propria sindrome traumatica specifica, che negli Stati Uniti è stata già evidenziata da qualche anno, ma che in Italia non è ancora chiara. In pratica si pensa soltanto ad un trauma abbandonico e non si riesce a capire a diagnosticare che è qualcosa di assai peggiore, un TdN, appunto. La sindrome da TdN si caratterizza con un persistente stato d’angoscia e il pensiero ossessivo del fantasma del partner narcisista, del quale non si riesce a compredere la crudeltà. Ciò si accompagna con attacchi di panico, depressione, ansia, difficoltà a dormire, difficoltà ad alzarsi la mattina, sociofobia (paura degli altri), disturbi dell’alimentazione, comportamenti compulsivi (come guidare pericolosamente, o drogarsi o fare abuso di farmaci), pensieri suicidari, difficoltà a stare da solo ma anche a stare in compagnia, disturbi della sfera s*ssuale, deterioramento delle relazioni familiari e delle amicizie (in quanto molti non capiscono e credono si tratti di una semplice storia d’amore finita, per la quale non si dovrebbe soffrire più di tanto), difficoltà nella vita lavorativa e nella capacità di concentrarsi, paura di luoghi e oggetti che rievocano il narcista traumatizzante.
Oggi, viviamo in un periodo con un alto livello di narcisismo.i veri valori stanno sparendo purtroppo oggi conta il successo, il materialismo. Queste esigenze allo stato estremo determinano un alto tasso di disturbi del narcisismo. Statisticamente questa patologia è quella più diffusa. La questione del narcisismo non è un fenomeno prettamente psicologico. Ha la sua manifestazione psicologica, ma proviene dalla nuova catastrofe sociale degli ultimi venti anni.
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Il tradizionale matrimonio è diventato la forzatura dello stare insieme nella nuova condizione di solitudine. Al di fuori dei conoscenti utili alla propria sopravvivenza quotidiana, degli affetti necessari a mantenere il livello minimo di stabilità nella baraonda di questo smarrimento di senso, tutto il resto del mondo che ne resta fuori, e cioè lo sfondo reale e continuo della vita sociale, scompare dietro una spenta indifferenza o la paranoia della paura. Il destino del proprio paese, le sorti della propria classe o anche solo il disfacimento del proprio gruppo ristretto di conoscenti e amici non è più il destino che coinvolge anche il singolo: l’illusione del narcisismo infatti è che ciascuno abbia un percorso speciale e indipendente dalla complessità delle esperienze della propria vita, dai suoi errori e dai suoi cambiamenti e che aderire ad un modello sociale sia di per sé l’espressione d’una volontà autonoma. Le condizioni della nuova società stanno portando da un lato l’immediatezza della spontaneità vitale a trasformarsi in un contatto di superficie tra personalità rigide ed insicure, e dall’altro ad annientare la riflessività e il tempo necessari per lo sviluppo di un pensiero individuale attraverso la compulsività del flusso continuo di immagini e parole.







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