
Che cosa è la dissociazione? La dissociazione è un termine utilizzato per descrivere la disconnessione tra alcuni processi psichici rispetto al restante sistema psicologico dell’individuo. Nella dissociazione c’è una mancanza di connessione nel pensiero, nella memoria e nel senso di identità di una persona. Per esempio, si può pensare ad un evento che ci ha turbato molto ma che non ci procura alcuna emozione. Questo processo viene chiamato intorpidimento emozionale, uno degli aspetti principali del PTSD (disturbo post-traumatico da stress).
Il disturbo dissociativo ci coinvolge spesso nella vita quotidiana. Ad esempio, quando sei alla guida lungo una strada familiare, ti rendi conto che non ti ricordi le ultime poche miglia perché la tua mente è “altrove” mentre il tuo corpo è alla guida. Questi sintomi non sono considerati patologici e rientrano nel range di normalità. Una dissociazione più grave e cronica è il disturbo dissociativo dell’identità, precedentemente chiamato disturbo di personalità multipla insieme ad altri disturbi dissociativi che vedremo in questo articolo.
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La dissociazione può influenzare la soggettività di una persona nei pensieri, nei sentimenti e nelle azioni che sembrano venire dal nulla, o controllate da una forza esterna. Per esempio, un individuo improvvisamente avverte una tristezza opprimente, senza motivo apparente, poi quella sensazione scompare nello stesso modo in cui è venuta. Oppure lo stesso individuo può trovarsi a fare qualcosa che normalmente non fà, ma è incapace di fermarsi, come se qualcuno lo avesse costretto ad agire in quel modo.
Classificazione dei disturbi dissociativi.
1.Disturbo dissociativo dell’identità
2.Fuga dissociativa
3.Amnesia dissociativa
4.Disturbo da depersonalizzazione
Disturbo dissociativo di identità
Precedentemente noto come disturbo di personalità multipla. E’ la più grave e cronica dissociazione, caratterizzata dalla presenza di due o più stati di personalità o identità diverse che ricorrentemente prendono il controllo sul comportamento individuale, ognuno con il suo modo di percepire e interagire con l’ambiente. Tale disturbo è accompagnato da un incapacità di ricordare importanti informazioni personali con una banale tendenza alla dimenticanza. Questi stati di personalità dissociate rappresentano un senso di identità frammentata. L’amnesia tipicamente associata a questo disturbo è asimmetrica, cioè le diverse personalità ricordano aspetti diversi di informazioni autobiografiche. Di solito c’è un personaggio principale che si è identificato con il nome reale dell’individuo. Di solito, la personalità principale non è a conoscenza della presenza di altri. Le diverse personalità possono giocare ruoli diversi per affrontare le aree problematiche. Di solito compaiono in media da 2 a 4 identità nella diagnosi, con una media di 13-15 personalità che emergono nel corso del trattamento. Eventi ambientali spesso innescano il cambiamento improvviso da una personalità all’altra.
Aspetti sintomatici:
Ansia, disturbi ossessivo-compulsivi, disturbo dell’umore, depressione, fobia generalizzata, abuso di sostanze psicotrope, disturbi del comportamento alimentare, attacchi di panico.
Quando il disturbo può iniziare
il disturbo di personalità multipla inizia presto, prima di 12 anni, e molto spesso si estrinseca ad una risposta traumatica di abuso sessuale, fisico e/o emozionale. La disconnessione serve a dissociare l’evento traumatico al fine di non accettare il dolore emotivo.
Nella mente di un bambino questo meccanismo funziona, grazie alla forza della magia e della fantasia, cercando di portare via ciò che non è piacevole. Ecco come si sviluppa una amnesia dissociativa, dimenticando quanto accaduto, ma viene registrato nella mente e riappare con stimoli che ricordano il trauma, come ad esempio attraverso odori, parole, colori, suoni, visioni, gusti, e così via.
Fuga dissociativa (fuga psicogena)
E ‘caratterizzata da improvviso, inaspettato viaggio lontano da casa o dal lavoro, accompagnato da una incapacità di ricordare il suo passato e da confusione circa l’identità personale o nell’ assunzione di una nuova identità. Queste persone sono viste come normali da altri. Cioè, la loro psicopatologia non è ovvia. Spesso sono inconsapevoli della loro perdita di memoria.
Anche in questo caso le cause sono conducibili ad esperienze traumatiche come violenze sessuali durante l’infanzia, ma soprattutto a disastri naturali o violenze psichiche da parte di genitori (estrema rigidità nell’educazione). La spinta a questa fuga dissociativa è sempre una volontà inconscia di sottrarsi al trauma.
Amnesia dissociativa
L’amnesia dissociativa è l’incapacità di recuperare importanti informazioni personali, di solito di natura traumatica o stressante, che è molto generale, in modo che possa essere giustificato come una dimenticanza normale. Nell’amnesia dissociativa sono stati descritti i vari tipi di deterioramento della memoria. Nell’amnesia localizzata l’individuo non riesce a ricordare gli eventi che si sono verificati nel corso di un periodo di tempo limitato, di solito le prime ore dopo un evento sconvolgente (per esempio, è possibile che il superstite di un incidente stradale dove sono morti parenti non ricordi completamente nulla dell’incidente fino a 2 giorni dopo). Nell’amnesia selettiva l’individuo può richiamare alcuni (anche se non tutti) eventi che si sono verificati nel corso di un periodo di tempo limitato (ad esempio, un veterano può ricordare solo alcuni degli eventi vissuti in combattimento. Nell’ amnesia generale vi è l’incapacità di ricordare l’intera vita dell’individuo. L’ amnesia continua è definita come l’incapacità di ricordare eventi da un certo momento in poi, incluso il presente. L’amnesia sistematizzata corrisponde alla perdita di memoria per certe categorie di informazioni, come i ricordi riguardanti la propria famiglia oppure una particolare persona.
L’Amnesia dissociativa sembra essere causata da stress (esperienza o la visione di esperienze traumatiche, stress, vita rigida o gravi conflitti interni). Episodi di amnesia possono essere precedute da abusi fisici o esperienze sessuali infantili e da situazioni emotivamente travolgenti, come lo stupro, guerra o disastri naturali come incendi o inondazioni. Le situazioni più stressanti nella vita sono l’abbandono, la morte di una persona cara e la rovina finanziaria. Si può anche configurare amnesia per senso di colpa, per problemi apparentemente irrisolvibili o per comportamenti criminali.
Nell’Amnesia Dissociativa si possono configurare sintomi come depressione, ansia, depersonalizzazione, stati di trance, analgesia, e regressione spontanea a livelli d’età inferiori. Altri problemi che accompagnano il disturbo sono anche disfunzioni sessuali, menomazione nel lavoro, nelle relazioni interpersonali, auto-mutilazione, autolesionismo, impulsi aggressivi, impulsi e gesti suicidiari.

Depersonalizzazione (disordine)
Sindrome di depersonalizzazione, nota anche come nevrosi depersonalizzazione, è un raro disordine psichiatrico che colpisce le emozioni e il comportamento. Si è classificato secondo il DSM (codice di classificazione dei processi mentali) come un disturbo dissociativo caratterizzato da una distorsione della percezione o esperienza che un individuo ha di se stesso, il suo corpo, i suoi pensieri, sentimenti, o le azioni per il mondo che lo circonda, in assenza di stati ossessivo-compulsivo e panico.
Diagnosi clinica: sembra che ci sia nella zona fronte-temporale una diminuzione della perfusione (afflusso di sangue) sul lato sinistro dell’emisfero del cervello. L’individuo colpito si sente un osservatore al di fuori dei suoi processi mentali o organici, in modo da avere la sensazione di essere in un sogno. Difficoltà sono presenti nella concentrazione, percezione, memoria ed inoltre si evidenzia un deterioramento delle funzioni cognitive.
La sensazione di distacco da se stessi si può estrinsecare attraverso:
- la sensazione di essere fuori dal corpo
- la perdita di sensibilità su parti del corpo
- una percezione distorta del corpo
- la sensazione di essere invisibili
- l’incapacità di riconoscersi allo specchio
- un senso di distacco dalle proprie emozioni
- la sensazione di guardare un film su se stessi
- il senso di irrealtà
- la presenza di dialoghi interattivi con una persona immaginaria
La depersonalizzazione è il terzo disturbo più comune (dopo ansia e depressione) e si verifica spesso dopo che un individuo ha vissuto una situazione pericolosa come un incidente, un’aggressione una grave malattia o infortunio. Inteso come un disturbo isolato, il disturbo di depersonalizzazione non è stata ampiamente studiato e le sue cause e l’incidenza sono sconosciuti.
L’1% della popolazione soffre di depersonalizzazione cronica come un’entità patologica a sé stante, ma questo viene rilevato come un sintomo nel 60% dei pazienti che soffrono di disturbi d’ansia, disturbi depressivi, schizofrenia, disturbi psicotici o sono sotto l’influenza di alcune droghe (cannabis, ecstasy).
Diagnosi differenziale: Epilessia del lobo temporale, episodio Depressivo Maggiore, Schizofrenia, intossicazione acuta o astinenza da alcol o droghe, altri disturbi cerebrali, sintomi causati da effetti fisiologici attraverso l’assunzione di droghe o farmaci.
La depersonalizzazione è spesso un effetto collaterale dei farmaci dissociativi e allucinogeni, ma anche di sostanze comuni come l’alcol e la caffeina.
Commorbilità: disturbi di personalità, bipolarismo, sindrome dell’abbandono.
Eziologia e patogenesi: I pazienti con tumori al cervello ed epilessia hanno riportato episodi di depersonalizzazione. E ‘stato riportato che la stimolazione elettrica della corteccia del lobo temporale produce fenomeni di depersonalizzazione ed alcune sostanze come l’LSD producono distorsioni della realtà. 43% dei pazienti con disturbo di depersonalizzazione hanno una storia di traumi infantili, abusi sessuali o sono testimoni di comportamenti violenti. Trattamento prognosi: Poco si sa circa i trattamenti efficaci, ma gli studi esistenti suggeriscono che la maggior parte dei pazienti non rispondono adeguatamente alla psicoterapia e agli psicofarmaci. Alcuni casi sono migliorati con il trattamento di farmaci psicotropi come: fluoxetina, con gli inibitori della ricaptazione della serotonina e con benzodiazepine. Molti pazienti associano la psicoterapia di sostegno a lungo termine con farmacoterapia aggiuntiva.
Come viene diagnosticata? Come ogni malattia, consultando prima il medico di famiglia che valuterà se il riconoscimento da sintomi fisiologici vengono scartati da abuso di droghe, epilessia ed altre patologie cerebrali. Si consiglia di effettuare una spect (esame che valuta la distribuzione del sangue alle cellule del cervello) e un elettroencefalogramma (EEG) per escludere problemi al lobo temporale. Allora, il medico di famiglia, escluso ogni riferimento consiglierà l’intervento di uno psicoterapeuta. Lo specialista effettuerà la valutazione attraverso test psicologici quali HAS (HAMILTON ANXIETY SCALE) e DES (DISSOCIATIVE EXPERIENCES SCALE) con successivo colloquio con psichiatra al fine di elaborare una diagnosi inequivocabile.
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Significativi miglioramenti si sono evidenziati attraverso l’ipnosi. lo scopo è di far emergere il trauma affinché il paziente possa gestire graduatamente insieme allo psicoanalista il malessere da cui vuole sfuggire.
Consigli utili
- Concentrarsi su un punto fisso per circa un minuto
- Parlare davanti allo specchio
- Dire il proprio nome ad alta voce e ripeterlo
- Fissare la luce
- Spostare la testa verso il lato destro per circa 30 secondi e ripetere l’operazione piu volte
Link Utili:
Test per il disturbo dissociativo.
NB.: la pagina è in inglese, si suggerisce di utilizzare il browser Chrome per avere una traduzione automatica della pagina.







Amnesia dissociativa L’amnesia dissociativa è l’incapacità di recuperare importanti informazioni personali, di solito di natura traumatica o stressante, che è molto generale, in modo che possa essere giustificato come una dimenticanza normale. Nell’amnesia dissociativa sono stati descritti i vari tipi di deterioramento della memoria. Nell’amnesia localizzata l’individuo non riesce a ricordare gli eventi che si sono verificati nel corso di un periodo di tempo limitato, di solito le prime ore dopo un evento sconvolgente (per esempio, è possibile che il superstite di un incidente stradale dove sono morti parenti non ricordi completamente nulla dell’incidente fino a 2 giorni dopo).
Nell’amnesia selettiva l’individuo può richiamare alcuni (anche se non tutti) eventi che si sono verificati nel corso di un periodo di tempo limitato (ad esempio, un veterano può ricordare solo alcuni degli eventi vissuti in combattimento.
Nell’ amnesia generale vi è l’incapacità di ricordare l’intera vita dell’individuo. L’ amnesia continua è definita come l’incapacità di ricordare eventi da un certo momento in poi, incluso il presente. L’amnesia sistematizzata corrisponde alla perdita di memoria per certe categorie di informazioni, come i ricordi riguardanti la propria famiglia oppure una particolare persona.
Questo è un post per berluscones !!!!!!!!!!!!!
Per gente convinta che se siamo in recessione la colpa è di MONTI e non di 9 anni di balle galattiche !!!!!