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Disturbi Specifici di Apprendimento








Disturbi Specifici di Apprendimento o Bisogni specifici dell’Apprendimento?
Con l’acronimo D.S.A si indicano i Disturbi Specifici di Apprendimento che raggruppano diverse difficoltà legate alla capacità di lettura, di scrittura, di calcolo, di comprensione. I disturbi specifici di apprendimento più soliti sono: dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia.

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Dislessia: la dislessia è  classificata tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) e la sua principale manifestazione consiste nella difficoltà che hanno i soggetti ad effettuare una lettura molto accurata, veloce e/o fluente. E’ il prototipo dei DSA, infatti i primi studi risalgono alla fine del 1800. In passato  i pazienti venivano sottoposti a visita oculistica in quanto si credeva che il disturbo dipendesse da un deficit di tipo visivo.

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Quando la cattiva lettura avviene in assenza di disturbi specifici o di altre patologie che la determinano, si tratta di dislessia.

Disgrafia: è la “difficoltà” a livello grafo-esecutivo. La scrittura risulta poco chiara e difficilmente comprensibile. La scrittura spesso è irregolare per dimensione e/o pressione. Gli spazi tra i grafemi e tra le parole sono irregolari.

Disortografia: la disortografia è la “difficoltà” a tradurre correttamente i suoni che compongono le parole in simboli grafici; si manifestano frequenti errori ortografici.

Discalculia: la discalculia è una “difficoltà” specifica nell’apprendimento del calcolo che si manifesta nel riconoscimento e nella denominazione dei simboli numerici, nella scrittura dei numeri, nell’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente, nella numerazione in ordine crescente e decrescente.  Molti bambini con D.S.A. non riescono ad imparare le tabelline e a fare i calcoli in automatico. Nei bambini discalculici vengono osservate difficoltà nel ricordare i numeri complessi, come quelli che contengono lo zero, o lunghi, come quelli composti da diverse cifre.

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Dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia possono manifestarsi tutti insieme  nel bambino o comparire isolatamente e sono disturbi di origine neurobiologica; non sono una malattia, non sono conseguenze di un blocco psicologico, non sono dovuti né a deficit di intelligenza, né sensoriali. Quasi tutti i bambini con D.S.A. hanno difficoltà ad apprendere le lingue straniere, in particolar modo la lingua inglese a causa delle differenze fra la scrittura e la pronuncia delle lettere. Spesso il comportamento di un bambino con D.S.A. assomiglia a quello di un bambino svogliato, pigro o capriccioso.

Oggi a differenza del passato, assistiamo ad un grande incremento ed interesse intorno ai D.S.A. E’ infatti ritenuto fondamentale, conoscere l’esistenza del problema e saperlo individuare precocemente. E’ molto importante, quindi, una buona  diagnosi, anche  perché dà diritto al bambino, di utilizzare strumenti compensativi e misure dispensative (anche gli studenti universitari  con D.S.A.  hanno diritto ad aver riconosciute le misure dispensative e strumenti compensativi).  I bambini con D.S.A. non riconosciuto, possono avere gravi problemi in termini di autostima, possono avere frustrazioni e  possono percepirsi spesso inadeguati e non capiti. Inoltre è molto importante che ci sia  grande collaborazione tra scuola e famiglia. Spesso le famiglie sono poste di fronte a difficoltà inattese e necessitano di essere supportate e informate sulle strategie didattiche che  la scuola progetta per i loro figli e, soprattutto, sulle verifiche e sui risultati attesi e ottenuti.

Cosa sarebbe  più opportuno fare con un ragazzo con D.S.A.?

  1. Incoraggiare il ragazzo
  2. Valutare maggiormente risposte orali
  3. Fargli usare strumenti compensativi, tabelle, mappe concettuali, calcolatrice, pc con correttore ortografico
  4. Sostenere l’autostima
  5. Applicare misure dispensative
  6. Lodare le cose in cui riesce bene

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Cosa sarebbe opportuno evitare?

  1.  Farlo leggere ad alta voce davanti a tutti (ma non impedirglielo  se lo vuole fare)
  2.  Paragonarlo agli altri
  3.  Costringerlo a copiare dalla lavagna
  4.  Mortificarlo o umiliarlo
  5.  Caricarlo con  troppi compiti
  6.  Dare liste di parole da imparare a memoria
  7.  Definirlo lento, pigro o accusarlo di scarso impegno.

E’ bene quindi puntare su una diagnosi dei D.S.A., che deve essere assolutamente  “attenta, rigorosa e non errata(Federico Bianchi di Castelbianco, spiega che segnalare come dislessici bambini che in realtà non lo sono, comporta due gravi rischi: sono dirottati su percorsi alternativi come portatori di una” disabilità” che non hanno, mentre il loro problema non solo non verrà affrontato ma lascerà un vuoto di conoscenze che si ripercuoterà pesantemente sul loro curriculum studiorum) per poter intervenire precocemente e al meglio ma è particolarmente importante focalizzare l’attenzione sui “B.S.A.”, ossia bisogni specifici dell’apprendimento. Tutti gli allievi con “difficoltà”, “disagi”o “disturbi” devono essere motivati e in alcuni casi rimotivati. Tutti gli insuccessi scolastici dovrebbero essere portati a dei buoni o almeno a degli accettabili risultati. Ogni Insegnante, Educatore, Pedagogista etc, deve dare il meglio di sé e fare in modo che tutti gli allievi, particolarmente con difficoltà o “disturbi” presunti o tali, abbiano grandi possibilità in una vita spesso piena di barriere visibili ed invisibili. Puntiamo quindi su un ambiente scolastico favorevole, sugli aiuti concreti e mirati, sui bisogni specifici dell’apprendimento degli allievi, aumentando conoscenze, successi scolastici, la voglia di “fare” e soprattutto l’autostima dei futuri, potenziali protagonisti del mondo. Un bambino con un buon livello di autostima riuscirà facilmente a sfruttare al meglio le proprie potenzialità!

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Curiosità: Si parla per la prima volta di “cattivi lettori” negli anni ’40 negli Stati Uniti. Nel 1949 sono stati i primi a fondare un’Associazione Nazionale Dislessia. E’ stata la danese Edith Norie  nel 1943,  la prima fondatrice di un metodo per la rieducazione dei dislessici.

 Sono molti i personaggi importanti e di successo dislessici:  Napoleone Bonaparte, Carlo Magno, Leonardo da Vinci, Albert Einstein, Galileo Galilei, George Washington, Isaac Newton, Walt Disney e molti altri ancora! Questo non significa che tutti i dislessici diventeranno dei geni  o dei personaggi famosi, ma di certo rafforza l’autostima.

Dottoressa Adelaide Donzello, Pedagogista

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