Come richiedere un congedo per malattie

congedo per malattie

Come richiedere un congedo per malattie: concedo per malattia propria o del figlio, retribuzione, domanda, iter da seguire per ottenere congedi e permessi lavorativi.

Cos’è il congedo per malattie

Il congedo per malattie non è altro che un periodo di assenza dal lavoro, retribuito, riconosciuto quando la salute del dipendente è colpita da un evento morboso che gli impedisce di prender parte all’attività lavorativa.

Dal 1° gennaio 2007 è riconosciuto il diritto d’indennità a carico dell’INPS nei periodi di malattia anche alla fascia di lavoratori considerati apprendisti (circolare INPS N.43 DEL 2007).

Congedo per malattia retribuito dall’INSP

L’indennità per malattia INPS è riconosciuta per determinate categorie di lavoratori:

  • operai del settore industriale
  • Impiegati e operai che lavorano nel settore dei servizi (terziario);
  • Lavoratori dell’agricoltura;
  • Lavoratori sospesi dal lavoro, disoccupati;
  • Lavoratori nel campo dello spettacolo;
  • Lavoratori marittimi;
  • Lavoratori iscritti alla gestione separata (legge 335/95.

Inoltre, dal 1° gennaio 2007, è riconosciuto il diritto d’indennità a carico dell’INPS nei periodi di malattia anche alla fascia di lavoratori considerati apprendisti (circolare INPS N.43 DEL 2007).

Malattia non retribuita: retribuzione mancata

Non è riconosciuta alcuna forma di retribuzione (da parte dell’INPS) per i contribuenti che lavorano come:

  • Portieri;
  • Collaboratori domestici;
  • Impiegati dell’industria;
  • Dirigenti;
  • Lavoratori autonomi;

Vi ricordiamo comunque che con questa premessa abbiamo fatto riferimento all’indennizzo a carico dell’INPS. Considerate dunque che la parte di retribuzione, il cui versamento è a carico al datore di lavoro, varia in base agli estremi del contratto, quindi sono previsti diversi periodi di malattia con altrettanti differenti corrispettivi economici ma in questo caso dovete controllare cosa prevede il vostro contratto di lavoro.

Congedo di malattia: richiesta – documenti e quanto spetta

Il discorso è abbastanza semplice e negli ultimi anni è stata snellita anche la procedura per beneficiare di giorni di permesso per malattia.

Quando chiedere il congedo per malattia

Se, per esempio, non vi sentite bene e capite che sareste poco operativi sul posto di lavoro, beh, forse è il caso di prendersi un giorno di malattia, anche perché un dipendente malato rischia di generare un’epidemia in azienda, senza contare che si verifica un calo vertiginoso della produttività.

Dunque, se lo ritenete opportuno, concedetevi un giorno per rimettervi in sesto, lo fate per il vostro bene e per quello del vostro datore di lavoro.

La prima cosa da fare è comunicare tempestivamente la propria assenza al settore d’appartenenza, il prima possibile, anche per permettere all’azienda di organizzarsi per, eventualmente, sostituirvi durante le ore di permesso.

Questa comunicazione deve avvenire anche in caso di malattia prolungata. Come? Telefonate, inviate una mail, avvertite il vostro capo!

Reperibilità durante il congedo per malattia

Se durante la degenza il vostro domicilio non corrisponde alla residenza dichiarata all’azienda dovrete immediatamente comunicarlo all’ufficio competente. Bisogna garantire infatti, la reperibilità stabilita dalla legge per le visite fiscali. Il fine delle visite fiscali è quello di verificare l’effettivo status che rende impossibile, o comunque difficoltosa, il normale svolgimento dell’attività lavorativa.

Per evitare di incorrere in salate penali e brutte figure vi consigliamo di leggere la pagina aggiornata sugli Orari visite fiscali 2016, anche in questo caso, prevenire è meglio che curare i danni di e l’insorgere della classica domanda “cosa succede se il medico fiscale non mi trova in casa durante un congedo per malattie…”. 

Come effettuare domanda per malattie, la documentazione

A prescindere dalla tipologia di lavoro, per ottenere il pagamento durante i giorni di malattia risulta indispensabile il certificato di malattia redatto dal medico curante. Quest’ultimo si occuperà della trasmissione del documento all’INPS sfruttando i canali telematici (web, contact center).

In questo modo non sarete obbligati ad inviare il certificato medico al datore di lavoro.

L’ufficio amministrativo competente, a sua volta, potrà accedere alla documentazione inviata dal medico, sfruttando i servizi telematici dell’INPS. Se non avviene la trasmissione telematica, il dipendente, entro due giorni dalla data del certificato, deve presentare l’allegato sia all’INPS che al proprio datore di lavoro.

In caso di ricovero presso strutture ospedaliere, i certificati che dimostrano tale degenza, dunque il certificato di ricovero e dimissione, possono essere consegnati agli uffici dell’INPS anche oltre i due giorni. Purtroppo in caso di degenza ospedaliera, almeno al momento, non è prevista la trasmissione telematica, è quindi necessario consegnare la domanda alla vecchia maniera: manualmente. Ovviamente le certificazioni, anche per degenza ospedaliera, dovranno rispettare dei requisiti per dimostrare l’effettivo status cagionevole del dipendente.

I certificati devono contenere:

  • gli estremi del paziente,
  • la data cui si riferisce il periodo di malattia;
  • la data di ricovero e rilascio (in caso di degenza ospedaliera)
  • firma leggibile del medico
  • diagnosi rivelata che ha determinato l’incapacità lavorativa.

 Nel dettaglio vi indichiamo i metodi telematici da poter utilizzare nel caso il vostro medico sia impossibilitato all’invio della documentazione:

  • -via web, dal portale www.inps.it accessibile direttamente dal contribuente tramite PIN personale;
  • Contact Center: telefonando allo 803164 (gratuito da rete fissa) o alle 06164164 (a pagamento da cellulare);
  • Patronati o Enti abilitati: che sfruttano i canali messi a disposizione dall’INPS.

Retribuzione: quali sono gli importi in caso di congedo per malattia

In base alla tipologia di lavoro cambiano gli importi versati durante i periodi di malattia, fare il calcolo della retribuzione prevista in caso di congedo per malattie è semplice.

Quanto spetta durante i periodi di malattia? Percentuali di indennizzo

  • Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, la retribuzione spettante è del 50% rispetto alla retribuzione media giornaliera (dal quarto al ventesimo giorno di malattia). Dal ventunesimo al centottantesimo giorno invece si ha diritto al 66,6% dello stipendio medio.
  • I dipendenti che lavorano in pubblici esercizi invece hanno diritto all’80% dello stipendio per tutto il periodo di congedo.
  • In caso di perdita del lavoro (disoccupazione o sospensione dal lavoro) vi è un corrispettivo ridotto, pari ai 2/3 rispetto a quello che avreste percepito se ancora dipendenti. Per esempio se, in caso di malattia, dovevate percepire 60 euro al giorno, adesso avrete diritto a 20 euro.
  • I ricoverati presso una struttura ospedaliera, senza familiari a carico, percepiscono un’indennità ridotta di 2/5 rispetto al corrispettivo previsto senza ricovero. Non sono previste riduzioni per il giorno delle dimissioni.
  • I lavoratori iscritti alla gestione separata hanno diritto, in base ai mesi di permesso, a un corrispettivo del 4% (dai 3 ai 4 mesi), del 6% (dai 5 agli 8 mesi), dell’8% (dai 9 ai 12 mesi) calcolato sul massimale contributivo diviso per 365. Questa categoria di lavoratori percepisce, in caso di ricovero ospedaliero, un contributo dell’8-12-16% calcolato sul massimale contributivo diviso per 365. La percentuale varia in base ai mesi di degenza (dai 3 ai 4 mesi 8%; dai 5 agli 8 mesi 12%, da 9 a 12 mesi 16%).
  • Infine i lavoratori marittimi hanno diritto alle percentuali più alte di rimborso in caso di malattia. Vediamoli nel dettaglio:

–       Per forme di malattia fondamentale o complementare è previsto un rimborso del 75% dello stipendio percepito dal marittimo al momento dello sbarco;

–       In caso di malattia manifestatasi in continuità rispetto al rapporto di lavoro, si ha diritto, per i primi 20 giorni, ad un’indennità del 50%; dopodiché la percentuale sale al 66,6%.

Congedo per malattia: quanti giorni spettano

Come già vi abbiamo anticipato, in base a quanto indicato dal contratto di lavoro, variano le norme relative ai permessi di lavoro ( tempi indennizzi modalità di fruizione).

Detto ciò andiamo a vedere, per quando riguarda alcune categorie lavorative, quanti giorni spettano.

Sia gli operai del settore industriale, del terziario e i lavoratori del settore agricolo, in caso di contratti di lavoro a tempo indeterminato hanno diritto a 180 giorni di malattia retribuiti all’anno

Per i lavoratori del settore agricolo, con contratto a tempo determinato, l’indennità è percepita solo se sono trascorsi almeno 51 giorni di lavoro durante l’anno corrente o dell’anno precedente.

Per gli apprendisti, i disoccupati ed i sospesi dal lavoro, l’indennità di malattia è percepibile per un periodo non superiore a 180 giorni all’anno. In caso di disoccupazione o sospensione dal lavoro è importante sapere che l’indennità è concessa solo se la malattia è iniziata entro 2 mesi rispetto alla data di cessazione del rapporto lavorativo.

Gli operai industriali e gli operai del settore terziario e servizi con rapporto di lavoro in essere hanno diritto, come anticipato, a 180 giorni all’anno di permesso di malattia retribuiti, in caso di contratto a tempo indeterminato.

Nel caso siate vincolati da un contratto a tempo determinato il discorso è diverso. Avrete diritto ad un numero massimo di giorni di permesso, uguale al numero di giorni lavorativi registrati nei 12 mesi precedenti l’inizio della malattia. nel caso vi sia la necessità di usufruire di un numero maggiore di giorni questi, saranno pagati dall’INPS.

I lavoratori iscritti alla Gestione separata hanno diritto a giorni di permesso retribuiti solo in determinate condizioni:

  • se non sono percepite pensione o altre forme previdenziali obbligatorie;
  • se, durante i 12 mesi precedenti (un anno solare), risultano accreditati almeno tre mesi della contribuzione versata alla gestione separata;
  • se, durante i 12 mesi precedenti, il reddito individuale, soggetto a contributo della gestione separata, risulti inferiore al 70% rispetto al massimale contributivo del medesimo anno.

Con queste premesse i lavoratori iscritti alla gestione separata hanno diritto ad un indennizzo che copre un numero di giorni di permesso pari a 1/6 rispetto alla durata complessiva del contratto. In caso di degenza ospedaliera si avrà diritto ad un periodo massimo di giorni di permesso retribuiti pari a 180 all’anno.

Per i lavoratori marittimi il calcolo delle giornate retribuite in caso di congedo per malattia avviene basandosi sul tipo di patologia:

  • malattia fondamentale: fino a 365 giorni di permesso, a partire dal giorno successivo dallo sbarco.
  • Malattia complementare: sono quelle malattie che si manifestano entro 28 giorni dallo sbarco, anche in questo caso spettano al massimo 365 giorni di permesso.
  • Malattia in continuità di rapporto di lavoro: sono gli eventi morbosi che si manifestano tra il 28° eil 180° giorno dallo sbarco e copre un periodo massimo di 180 giorni.

Congedo per gravi motivi e congedo per malattia del proprio figlio

Nel caso in cui non siate voi (lavoratori) ad essere colpiti da un evento morboso, ma un vostro familiare avete, per legge, diritto a richiedere altre tipologie di permesso lavorativo per malattia del coniuge o altri parenti.

Congedo per gravi motivi

La richiesta per questo tipo di congedo può essere effettuata da lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, e va inoltrata al proprio datore di lavoro.

Il congedo per gravi motivi può essere richiesto per problemi legati a parenti, anche affini fino al terzo grado, comprese le coppie di fatto, dunque non legalmente sposate.

Il congedo per gravi motivi è una forma di permesso, non retribuita, che può durare fino ad un massimo di 2 anni e che permette di conservare il posto di lavoro nel caso in cui stiate vivendo situazioni di grave disagio. I due anni vanno considerati per l’intera vita lavorativa del dipendente.

In base a quanto stabilito dal Decreto Ministeriale 278/2000 questi gravi motivi riguardano necessità legate al decesso di un familiare o a situazioni che richiedono grande impegno da parte del dipendente per l’assistenza dei propri familiari (in caso di patologie acute croniche del coniuge, del figlio…), insomma qualsiasi forma di patologia che richieda impegno costante e continuativo, per questo spesso si sente parlare di congedo per malattie oncologiche (malattia oncologica).

Anche situazioni di grave disagio personale (a prescindere dalla malattia vera e propria) rientrano tra quelli che vengono considerati gravi motivi.

La richiesta va consegnata al proprio datore di lavoro che, entro 10 giorni può decidere di concedere il congedo, concedere parzialmente il congedo, rinviare il congedo ad un altro periodo prestabilito o rifiutare la proposta.

L’unica pecca di questa tipologia di permesso è che non è retribuita, ma consente di stare vicino ai propri affetti in momenti delicati e che richiedono massima attenzione. Il vantaggio sta nel fatto che il lavoratore non rischia di perdere il lavoro anche se il periodo del congedo è prolungato (un anno o addirittura fino a due anni).

Il congedo per malattia figlio

A differenza del congedo parentale (tutte le informazioni sul permesso di lavoro legato alle esigenze del proprio figlio vi rimandiamo all’articolo dedicato al Congedo parentale INPS 2016) il congedo per malattia del figlio è una forma di permesso non retribuita che spetta sia al padre che alla madre (anche adottivi o affidatari). I genitori non possono fruire contemporaneamente del congedo per la malattia del figlio. A differenza di questo tipo di congedo per malattia del figlio, il congedo parentale prevede una forma di retribuzione.

Per poter fruire del congedo per malattia del figlio bisogna presentare, al datore di lavoro, un certificato medico rilasciato da un dottore del Servizio Sanitario Nazionale o altro ente convenzionato che indichi lo stato patologico del bambino. Oltre a tale documentazione è necessario presentare un’autocertificazione con la quale si attesti che il coniuge non si è assentato dal lavoro per lo stesso motivo e per il medesimo periodo.

Quanto dura il congedo per malattia figlio?

Il periodo di tempo concesso varia in base all’età del bambino:

–       se il bambino non ha ancora 3 anni il congedo non ha limiti di tempo, anche se la patologia non è considerata in fase acuta (in questo caso si è coperti da contribuzione figurativa intera);

–       Dai 4 agli 8 anni del figlio, i genitori hanno il diritto di assentarsi per 10 giorni lavorativi (5 per genitore) all’anno (con copertura figurativa ridotta).

Congedo per malattia e legge 104

Chi beneficia delle agevolazioni legate alla legge 104, per la malattia del figlio può affidarsi al congedo parentale. Se è il lavoratore stesso a beneficiare in prima persona della legge 104 può approfondire l’argomento dei permessi di lavoro nel rispettivo paragrafo dell’articolo Legge 104, tutte le agevolazioni.

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