Bonus povertà: cos’è e chi ne ha diritto

Bonus povertà

Quello che comunemente viene definito come Bonus povertà 2018 è un’iniziativa che prende in realtà il nome di reddito di inclusione, quale misura strutturale contro la povertà  e contro l’esclusione sociale. Ma che cos’è il Bonus povertà? Quali sono le sue caratteristiche? Come si ottiene il reddito di inclusione?

Cerchiamo di fare il punto su questo provvedimento, scoprendo insieme a noi tutti i suoi principali elementi!

Cos’è il Bonus povertà

Il Bonus povertà è una recente misura contro il disagio economico approvato dal governo sotto forma di reddito di inclusione, evoluzione del sostegno di inclusione attiva precedentemente applicato in Italia.

Anche se il nome può essere poco meritevole, il Bonus povertà è pertanto una forma di sostegno reddituale che prende il posto della “vecchia” Carta SIA, divenendo così la misura di riferimento nazionale per i meno abbienti, e unendo al beneficio economico rappresentato dall’erogazione mensile del supporto di inclusione, anche una serie di servizi alla persona.

Ma come funziona esattamente il Bonus povertà? E quanto si può ottenere?

Come funziona il Bonus povertà

Chiarito che il Bonus povertà è una forma di sussidio economico universale, rimane da comprendere il che modo possa essere ottenuto.

Come risulta facilmente intuibile, non tutti i nuclei familiari potranno infatti ottenere questo sostegno, con la conseguenza che risulterà essere a vantaggio di quelle famiglie con una situazione economica più ebole e/o disagiata.

Inoltre, l’ottenimento del reddito di inclusione è subordinato alla disponibilità  a partecipare a un progetto di attivazione sociale e lavorativa, finalizzato ad accompagnare i nuclei familiari beneficiari verso una situazione di auto-sufficienza. Gestito dai Comuni, o comunque in ambito territoriale, ne deriva che il Bonus povertà si presenta come un più ampio pacchetto di intervento, di cui il sostegno economico è solo una delle varie declinazioni.

Bonus povertà

A chi spetta il Bonus povertà

Ora che sappiamo che il Bonus povertà è un vero e proprio pacchetto di inclusione sociale, che unisce al benefit economico una serie di interventi e di servizi sociali, cerchiamo di capire a chi spetta questo genere di vantaggio.

Numerosi sono, in particolar modo, i requisiti utili per poter ottenere il Bonus:

  • essere cittadini italiani o comunitari, o stranieri con permesso di soggiorno CE, residenti in Italia da almeno due anni;
  • avere un minore, un disabile o una donna in gravidanza in famiglia (in quest’ultimo caso la domanda per l’ottenimento del bonus potrà essere presentata non prima di 4 mesi dalla data presunta del parto);
  • non essere in possesso di auto immatricolate nel 12 mesi prima della domanda;
  • non essere in possesso di auto superiori a 1.300 cc o moto di cilindrata superiore a 250 cc immatricolati nei 3 anni antecedenti la domanda;
  • non avere un reddito superiore a 3.000 euro di ISEE 2018 e non superiore a 6.000 di ISR;
  • non godere già di aiuti economici superiori a 600 euro al mese;
  • non avere all’interno del nucleo familiare persone che percepiscono indennità di disoccupazione (come Naspi o Asdi).

Quali sono gli importi del Bonus povertà

Gli importi del Bonus povertà vengono fissati mediante decreto attuativo, ma sono abbastanza simili a quelli che in precedenza venivano riconosciuti con il sistema SIA, variando sulla base dei componenti del nucleo familiare;

  • 1 componente: 188 euro;
  • 2 componenti: 294 euro;
  • 3 componenti: 383 euro;
  • 4 componenti: 461 euro;
  • 5 componenti o più: 534 euro.

Come richiedere il Bonus povertà

Se ritenete di essere in possesso di tutti i requisiti previsti dal Bonus povertà, potete farne esplicito richiesto attraverso la presentazione dell’apposito modulo presso il vostro Comune di residenza. Entro 15 giorni dalla ricezione della domanda, gli uffici tecnici comunali effettueranno le opportune verifiche sul possesso dei requisiti, ed entro i successivi 10 giorni – in caso di accoglimento – si procederà a trasmettere l’intera documentazione all’INPS, per una successiva verifica.

Terminata la verifica da parte dell’INPS, il Comune riceverà l’elenco dei beneficiari inviando al gestore del servizio di erogazione del bonus le disposizioni per poter iniziare ad effettuare l’accredito, con decorrenza entro il bimestre successivo a quello in cui è stata presentata la domanda.

Non è comunque escluso che già entro l’anno il Bonus povertà possa essere modificato con la legge di Bilancio: vi avviseremo  ovviamente di qualsiasi altro cambiamento, attraverso un nuovo approfondimento  o l’integrazione di questa pagina.

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