Autoerotismo nei bambini: è bene intervenire?

L’onania o autoerotismo, la  troviamo già nella prima età infantile sotto forma di giochi erotici,  è maggiormente frequente nell’età giovanile e tende a diminuire nell’età adulta.

Le indicazioni sulla frequenza dell’onania nei giovani non sono unitarie: oscillano per quanto riguarda i ragazzi, tra l’85% e il 100%. Secondo Kinsey, l’87,5% degli uomini l’hanno praticata per qualche tempo durante l’età giovanile; nelle ragazze l’onania sembra essere meno diffusa. Solo il 33% delle donne interrogate da Kinsey l’hanno praticata durante la loro giovinezza. Vi è però motivo di supporre che le mutate circostanze della vita, la maggiore conoscenza della sessualità, abbiano come conseguenza una maggiore diffusione anche nelle ragazze. Secondo Ell, il quale però non ci comunica la sua fonte, le attuali valutazioni si aggirano attorno al 60%. Probabilmente egli si riferisce alle indicazioni di Kisney, secondo cui l’onania femminile sale fino alla mezza età al 62%. Le differenze tra ragazzi e ragazze, per quanto riguarda la formazione dei genitali, mettono in evidenza come i ragazzi siano esposti a maggiori stimoli e come questi siano nel ragazzo più concentrati sui genitali di quanto non lo siamo nella ragazza (F. Lunetta).

Diversi bambini praticano l‘autoerotismo.  In un certo qual modo è una forma di auto consolazione e di esplorazione per conoscere se stessi.  Nonostante l’imbarazzo dei genitori è consigliabile non intervenire mai bruscamente.

Quando  ritenere “normale” il comportamento e quando ritenerlo “problematico”? 

Se il bambino pratica l’autoerotismo in maniera occasionale non ci si deve allarmare; spesso il bambino si masturba casualmente mentre esplora il proprio corpo e continua a farlo perchè si rende conto di provare piacere. Altri bambini utilizzano l’onania come un modo per superare lo stress e la noia o per conciliare il sonno. Spesso i bambini molto piccoli non si rendono conto che sarebbe meglio utilizzare questa pratica quando si è soli perchè non hanno ancora il senso del pudore.

Cosa  è preferibile fare ed evitare? 

  • E’ decisamente sconsigliabile sgridare troppo il bambino o punirlo bruscamente, per evitare possibili ripercussioni future a livello sessuale;
  • spiegate che non è un bene farlo in pubblico, che il proprio corpo è prezioso, specialmente l’area dei genitali e non la si deve far vedere a tutti;
  • che non lo si deve fare ad altri bambini;
  • cercate di aumentare le attenzioni;
  • rendete interessanti i suoi giochi;
  • chiedete dolcemente se ha visto qualche altra persona fare ciò.

E’ bene stare particolarmente attenti se:

  • il bambino si masturba in continuazione;
  • in pubblico;
  • se non è socievole e preferisce giocare sempre da solo;
  • se cerca di farla ad altri bambini;
  • se disegna spesso organi genitali.

Ciò potrebbe rappresentare un campanellino d’allarme e sarebbe bene  richiedere una consulenza attenta da un esperto.

Anche gli adulti praticano l’autoerotismo. Il problema subentra nel momento in cui esso diventa l’unico modo per provare piacere, rifiutando rapporti completi.

Per molto tempo,  l’autoerotismo è stata considerato nocivo. Contro i giovani che praticavano l’onania, fu espressa spesso la minaccia dei pericoli del rammollimento cerebrale, di tabe dorsale, di cecità o  addirittura di pazzia. Gli esami eseguiti finora non giustificano però la supposizione che l’autoerotismo possa in qualche modo essere nocivo alla salute.

Curiosità: Perchè l’autoerotismo si definisce onania-onanismo?

Con il termine “onanismo”, ci si rifà ad un passo del Genesi. Onan venne condannato a morte perché, invece di fecondare la cognata Tamar, “disperdeva il seme per terra”, cioè praticava il coito interrotto. Secondo la legge ebraica del levirato (da levir-cognato), Onan doveva sostituirsi al fratello morto, poichè quest’ultimo non aveva avuto figli maschi.

                                                                                          Dottoressa Adelaide Donzello, Pedagogista

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