Aumenta la quota di chi sceglie il mutuo a tasso variabile

Aumenta la quota di chi sceglie il mutuo a tasso variabile.
Le difficoltà nell’accesso al credito resta uno dei fattori che maggiormente frena il mercato immobiliare. Diversi elementi lasciano sperare in una ripresa delle erogazioni nel 2014. Tuttavia, da un lato, la quiete che sembra tornata per i livelli degli spead tra titoli sovrani è lontana dal ripercuotersi sugli spread che stabiliscono il costo dei mutui; dall’altro, l’effetto della tanto attesa convenzione Abi-Cdp che libererà 2 miliardi di euro per i finanziamenti deve ancora concretizzarsi, così come è tutta da verificare sul campo la maggior disponibilità di fondi annunciata da alcuni istituti di credito.

 

Per quel che riguarda il 2013, intanto, le erogazioni sono continuate a scendere: dopo il dimezzamento del 2102, il calo nei primi nove mesi è stato del 15%. In questo contesto, il quadro tracciato dall’Osservatorio Mutuionline sui trend del secondo semestre 2013 conferma le difficoltà di accesso al credito, con una discesa degli importi medi erogati e una quota sempre maggiore di tasso variabile. Se quest’ultimo aspetto infatti potrebbe significare semplicemente una scelta dei clienti legata ad aspettative di tassi di riferimento che rimarranno ancora bassi a lungo, probabilmente significa anche che molti aspiranti mutuatari per assicurarsi importi un po’ più elevati e rate più accessibili (almeno nell’immediato), scelgono la soluzione più conveniente al momento della stipula.

 

Secondo il monitoraggo di Mutuionline (che confronta e distribuisce i prodotti tradizionali e online di oltre 50 tra le principali banche operanti nel nostro Paese) la quota di chi richiede il variabile aumenta dal 59,3% del secondo semestre 2012 al 64,3% dell’ultimo semestre del 2013, con il 37,7% dei richiedenti ha scelto una durata tra i 30 e i 40 anni. L’importo medio erogato da gennaio a dicembre 2013 è pari a 124.174 euro, in calo rispetto ai circa 136mila del 2012.

 

Altro dato interessante da notare: mentre il loan to value (in sostanza la quota del prezzo della casa da finanziare) richiesto da più di un terzo degli aspiranti mutuatari si attesti tra il 70 e l’80% del valore dell’immobile (in aumento di circa 5 punti percentuali rispetto al semestre 2012), solo il 23,2% dei mutui viene effettivamente erogato con Ltvcosì elevati.

 

Il 70,3% delle richieste di mutuo sono motivate dall’acquisto della prima casa, mentre l’8,5% sono per la seconda. Il 5,3% dei richiedenti specifica come motivazione la ristrutturazione/costruzione, mentre il 13,8% fa domanda di un mutuo per sostituzione/surroga. A livello di localizzazione geografica si mantengono i valori dei semestri precedenti con più del 40% delle richieste provenienti dal Nord Italia, il 37,7% dal Centro, il 14,4% dal Sud e il 7,3% dalle isole.

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