Amore predestinato: quando il cuore vince su tutto

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Una leggenda giapponese per spiegare il concetto di anima gemella e di amore predestinato.

È difficile dare una definizione univoca del concetto di amore. Qualcuno parla di chimica, qualcuno di attrazione sessuale, qualcun altro di complicità e senso di benessere.
Altri ancora credono fermamente nell’esistenza di un destino già scritto. In Giappone è molto diffusa questa credenza: esisterebbero anime gemelle predestinate ad incontrarsi, ad amarsi a stare insieme per sempre.

La leggenda del filo rosso del destino non è altro che una metafora che spiega il concetto dell’amore predestinato.

La leggenda del filo rosso: metafora dell’amore predestinato

La leggenda del filo rosso del destino, anche se considerata da tutti come di origine giapponese, nasce in realtà da un antico racconto cinese.
Secondo la leggenda vi sono alcune persone predestinate a stare insieme. Ognuno infatti avrebbe un filo rosso che lo unisce alla propria anima gemella. Il filo, invisibile all’occhio umano, è attaccato al mignolo della mano sinistra e a prescindere dall’estrazione sociale, dall’età dal sesso, unisce per sempre due persone.

Nessuno può distruggere questo filo,  il destino in pratica si compie sempre. Pur essendo indistruttibile ha una lunghezza non indifferente e, nel corso degli anni, può intrecciarsi con altre trame e snodarsi solo dopo molto tempo, per poi ricongiungersi con l’altro capo. I due capi del filo insomma si ritroveranno sempre!

Scopriamo nel dettaglio cosa racconta la leggenda del filo rosso del destino.

Le leggenda del filo rosso del destino

La leggenda del filo rosso del destino è ambientata in Cina, durante la Dinastia Tang (che governò fino al 907 d.C.) e racconta la storia di un uomo di nome Wei. Da piccolo Wei aveva perso i genitori, era solo al mondo e per questo motivo il suo sogno era quello di sposarsi e di formare una famiglia tutta sua. Per questo motivo intraprese un viaggio alla ricerca di una donna disponibile a stargli accanto.

Nonostante i continui tentativi il giovane non riusciva a trovare moglie. Durante il viaggio, più precisamente nella città di Song, Wei incontrò un uomo, con il quale iniziò a chiacchierare. Wei gli raccontò la sua storia, il suo sogno di formare una famiglia e l’uomo gli disse che molto probabilmente la figlia del governatore della città sarebbe stata un ottimo partito. Lo sconosciuto si mise a disposizione per parlare al padre della ragazza.

L’uomo e Wei decisero decisero di rincontrarsi il mattino seguente, di buon’ora, davanti al tempio vicino alla locanda. Il giorno successivo, prima che il sole sorgesse, Wei già attendeva l’uomo nel luogo stabilito (un antico tempio). Era agitatissimo e non vedeva l’ora di incontrare lo sconosciuto per porre fine alla sua ricerca.

Nell’attesa, vicino alle scale del tempio, Wei incontrò una persona anziana impegnata a leggere uno scritto illuminato soltanto dalla luce della luna. Il giovane cercò di capire che libro fosse ma non riuscì ad interpretare quella strana lingua. Wei conosceva parecchie lingue, ma quella del libro del vecchio gli era del tutto sconosciuta e per questo gli chiese da dove provenisse quel testo.
L’anziano gli sorrise e gli disse che quello era un libro proveniente dall’aldilà e che durante le ore del crepuscolo egli si occupava di “faccende umane” in particolar modo dei matrimoni. Wei si entusiasmò ed incuriosito gli chiese se la figlia del governatore potesse rappresentare la sua futura moglie. Il vecchio controllò sul libro gli disse di no, che quella non era la donna alla quale era predestinato. Accanto all’anziano signore vi era un sacco pieno di fili rossi. Il giovane Wei domandò a cosa servissero ed il vecchio gli rivelò che quei fili servivano a legare le anime delle persone. Ogni filo univa un uomo ad una donna, e chiunque fosse unito da quel filo era destinato a sposarsi ed a vivere felice con quella persona. Secondo il vecchio Wei era già unito ad un’altra donna e per questo motivo la storia con la figlia del governatore non avrebbe funzionato. Turbato dalla risposta il giovane chiese se fosse stato possibile vedere la sua futura moglie.

Il vecchio lo accontentò e questi scopri che al tempo la donna era ancora una bambina di circa 3 anni. L’anziano signore gli disse che non importava l’età o la posizione sociale, se due persone erano unite dal filo rosso del destino significava che prima o poi le loro vite si sarebbero incrociate e avrebbero vissuto insieme per sempre. Wei si sentì minacciato da queste rivelazioni e decise di far uccidere da un proprio servo, quella bambina. Il servo non riusci ad ammazzare quell’anima innocente ma la colpi al centro del viso, trai due occhi.

Wei non conosceva questo dettaglio, era sicuro che la bambina fosse morta e che adesso poteva ridisegnare il proprio destino. Trascorsero gli anni ma Wey non riuscì a trovare moglie. Dopo circa 15 anni Wey sposò una fanciulla ricca e benestante. Convinto di aver scelto il proprio destino Wey scopri che la giovane nascondeva sotto una benda una cicatrice, proprio sulla fronte,trai due suoi splendidi occhi. Wey si rese conto che la sua attuale moglie era la bambina di 15 anni prima, quella al quale era unito da filo rosso del destino. I due vissero felici per sempre, nella prosperità e nel benessere, proprio come aveva predetto anni prima l’anziano uomo.

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